Riviste
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Sport e storia: l’amicizia tra Owens e Long alle Olimpiadi di Berlino del 1936
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Nel libro di Claudio e Nino Minoliti "Il salto più lungo" una delle storie più potenti del Novecento: un duello[…]
Source: Panorama
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Toolbelt Generation: perché i giovani della generazione Z stanno riscoprendo i lavori manuali
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Intelligenza artificiale e stipendi incerti stanno spingendo i giovani a riscoprire le professioni artigianali. La generazione Z sta veramente diventando[…]
Source: Panorama
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Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
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Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"L'attore romano torna al cinema con la commedia "Che vuoi che[…]
Source: Gazzetta.it
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Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
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Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato""Voglio bene a Michael - spiega l'attore su Facebook - ma l'ultima volta[…]
Source: Gazzetta.it
Quotidiani
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Sparatoria in una scuola elementare in Oregon: morto l’attentatore, diversi bambini feriti
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L’edificio è stato messo in lockdown
Source: Repubblica.it
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Juve, rabbia Conceicao. Prende a pugni la panchina, discute e se ne va: “Sono andato al bagno”
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Il giocatore poi minimizza: “Non ho litigato con nessuno”
Source: Repubblica.it
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“Sensi del Pd vuole più armi per Ucraina con un governo di centrosinistra? Gliele porti lui personalmente”. La risposta di Silvestri (M5S) alle parole del senatore dem
“Sensi del Pd vuole più armi per Ucraina con un governo di centrosinistra? Gliele porti lui personalmente”. La risposta di Silvestri (M5S) alle parole del senatore dem
“Con governo progressista invieremo armi per davvero”. “A patto che gliele porti lui personalmente, se le carica e gliele porta”.[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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“Conte vuole discontinuità sull’Ucraina? Sono d’accordo, con il governo progressista invieremo armi per davvero”. Così il senatore Pd Filippo Sensi
“Conte vuole discontinuità sull’Ucraina? Sono d’accordo, con il governo progressista invieremo armi per davvero”. Così il senatore Pd Filippo Sensi
“Ha ragione Giuseppe Conte a volere discontinuità sull’Ucraina. Siccome l’attuale governo non dà armi da più di un anno, come[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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A Venezia ticket d'accesso 12 giorni in più, anche a Ferragosto
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Le giornate di applicazione saranno 72, prima erano 60. Importo massimo 10 euro
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
Giornali Sportivi
Alberto Pellai - Ti farò correre in salita
- Dettagli
- Published on Giovedì, 15 Ottobre 2026 11:17
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 31
L’educazione contemporanea è vittima di un pericoloso errore: l’idea che i figli siano fragili come vasi di cristallo e vadano dunque preservati da ogni urto, ogni possibile attrito, perché altrimenti si romperebbero in mille pezzi. Nulla di più sbagliato. In questo saggio rigoroso e appassionato, Alberto Pellai dimostra come sia proprio l’iperprotezione a rendere i ragazzi ansiosi, incapaci di tollerare la frustrazione e inclini alla fuga dal mondo reale. Il tutto poi si somma a un ecosistema ipertecnologico che premia la gratificazione istantanea e le scorciatoie, alimentando ancor di più la pigrizia e la fragilità. Intrecciando la neurobiologia con l’analisi del quotidiano, Pellai esamina con lucidità i nodi critici del presente: dal circolo disfunzionale dell’ansia da prestazione alla de-corporeizzazione dell’infanzia, dal depotenziamento cognitivo indotto dalla didattica digitalizzata fino all’uso improprio delle certificazioni a scuola. Ci ricorda quindi che «meno fai, meno farai» e che «non ci si salva dalla fatica di crescere eliminando la fatica dalla crescita». L’unico antidoto possibile a questa deriva è spronare i ragazzi a «correre in salita», ovvero ripristinare il valore dello sforzo. Perché la salita non è una tortura sadica, ma la sola dimensione in cui il cervello allena i propri muscoli cognitivi ed emotivi. Contro la tentazione degli adulti di abbassare l’asticella per timore del conflitto, Pellai propone di rifondare l’alleanza tra famiglia e scuola e riappropriarsi dell’autorevolezza perduta, esercitando il potere del «no che fa crescere». Ti farò correre in salita si pone così come un manifesto per restituire ai giovani la forza di affrontare l’ignoto e riscoprire nella fatica non un limite, ma la chiave d’accesso all’autonomia e, dunque, alla vera libertà.
In Ti farò correre in salita, Alberto Pellai esamina dunque, uno dei temi più delicati della pedagogia odierna: l’equilibrio tra tutela, sforzo e indipendenza. Con un linguaggio appassionato e schietto, lo scrittore mette in discussione il concetto, sempre più diffuso, che bambini e giovani debbano essere difesi da qualsiasi ostacolo, delusione o eventuale insuccesso. Secondo Pellai, infatti, un eccesso di protettività non rende i ragazzi più sicuri, ma rischia di indebolirli, privandoli delle opportunità necessarie per maturare tenacia, consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità.
Il punto di avvio dell’opera è una critica all’ipertutela genitoriale. Molti adulti, per affetto o apprensione, intervengono costantemente nella vita dei figli: sbrogliano le loro difficoltà, li sollevano dalle responsabilità, riducono le pretese e cercano di risparmiare loro qualsiasi prova dolorosa. Pellai mostra però come questo atteggiamento possa generare l’esito contrario a quello auspicato. Un giovane che non ha mai sperimentato l’errore, la pazienza o l’ostacolo può diventare più fragile di fronte alle sfide reali, manifestando ansia, insicurezza e una scarsa attitudine a sopportare la frustrazione.
La metafora della “salita” rappresenta il nocciolo del libro. Correre in salita significa accettare che crescere richieda impegno, costanza e determinazione. Lo sforzo, in questa ottica, non è una forma di punizione né un intralcio da eliminare, ma un’esperienza formativa. È proprio attraversando le difficoltà che bambini e adolescenti imparano a conoscersi, a saggiare le proprie risorse e a comprendere che non ogni traguardo dev'essere immediato. L’assunto secondo cui “non ci si salva dalla fatica di crescere eliminando la fatica dalla crescita” riassume con efficacia il messaggio dell’autore.
Uno dei punti di forza del saggio è il legame tra educazione e mutamenti tecnologici. Pellai analizza l’impatto di un ambiente digitale che propone gratificazioni immediate, scappatoie e continui stimoli. Smartphone, videogiochi e social network possono contrarre la capacità di concentrarsi, di attendere e di affrontare compiti complessi o prolungati. In questo contesto, la tecnologia non viene ritratta come un nemico assoluto, ma come uno strumento che, se impiegato senza consapevolezza, rischia di alimentare passività, dipendenza e fuga dalla realtà.
Particolarmente incisiva è anche la riflessione sulla “de-corporeizzazione” dell’infanzia. I ragazzi trascorrono sempre più tempo all’interno di contesti virtuali e sempre meno in esperienze pratiche, relazionali e manuali. Il corpo, tuttavia, rappresenta un veicolo essenziale di apprendimento: attraverso il movimento, il gioco, lo sport e il confronto con i propri confini si sviluppano non soltanto abilità motorie, ma anche competenze emotive e cognitive. La fatica fisica può insegnare a gestire lo sforzo, a perseverare e a tollerare la temporanea sensazione di disagio che accompagna ogni traguardo.
Pellai riserva inoltre attenzione alla scuola, criticando alcuni effetti della didattica eccessivamente digitalizzata e dell’uso improprio delle certificazioni. Il suo timore è che, nel tentativo di includere e proteggere, si finisca talvolta per abbassare le aspettative nei confronti degli studenti, trasformando ogni ostacolo in un limite definitivo o in un’etichetta. L’inclusione autentica, non dovrebbe coincidere con l'abbassare l'asticella, ma con la capacità di offrire strumenti adeguati affinché ciascun ragazzo possa esprimere al massimo il proprio potenziale.
Un altro tema cardine riguarda la crisi dell’autorevolezza adulta. Famiglia e scuola appaiono spesso disorientate, timorose di entrare in conflitto con i ragazzi o di imporre regole che potrebbero creare scontento. Pellai rivaluta invece il valore del limite e del “no che fa crescere”. Dire di no non significa necessariamente essere autoritari: può voler dire tracciare confini, assumersi la responsabilità educativa e aiutare i figli a distinguere ciò che desiderano da ciò di cui hanno realmente bisogno.
L’Autore:
Alberto Pellai è medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano. Nel 2004 il ministero della Salute gli ha conferito la medaglia d’argento al merito in Sanità Pubblica. È autore di molti bestseller di parenting e psicologia, tra i quali Tutto troppo presto, L’età dello tsunami, Il metodo famiglia felice. Da Mondadori ha pubblicato Da uomo a padre (2019), La vita accade (2022), Allenare alla vita (2024) e, insieme a Barbara Tamborini, Zitta! (2018), La bussola delle emozioni (2019), Tabù (2020), Accendere il buio, dominare il vulcano (2021), Appartenersi (2023). I suoi libri sono tradotti in più di quindici nazioni e hanno vinto numerosi premi. Dal 2010 cura su «Famiglia Cristiana» la rubrica settimanale «Essere genitori». Su Facebook gestisce una pagina dedicata ai consigli sull’educazione seguita da 180.000 follower, mentre su Instagram è seguito da 100.000 persone.

Ti farò correre in salita
Alberto Pellai
Mondadori
Genere: Storia, Tecnologia e Scienze
ISBN: 9788804800972
192 pagine
Prezzo: € 19,00
140 x 215 cm
Brossura con sovraccoperta
In vendita dal 13 ottobre 2026
Per ulteriori info:
https://www.mondadori.it/libri/ti-faro-correre-in-salita-alberto-pellai/

