Riviste
-
Le «Guerre Stellari» sono sempre più vicine (quelle vere)
Le «Guerre Stellari» sono sempre più vicine (quelle vere)
Manovre segrete sopra l'atmosfera: cosa cerca la Russia nei satelliti civili occidentali? Il Cremlino mobilita la flotta Kosmos contro le[…]
Source: Panorama
-
Bollo auto gratis nel 2027: chi deve pagare a dicembre 2026
Bollo auto gratis nel 2027: chi deve pagare a dicembre 2026
Conta la scadenza del versamento e non i mesi di utilizzo. Ecco le scadenze per non sbagliare e come controllare[…]
Source: Panorama
-
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"L'attore romano torna al cinema con la commedia "Che vuoi che[…]
Source: Gazzetta.it
-
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato""Voglio bene a Michael - spiega l'attore su Facebook - ma l'ultima volta[…]
Source: Gazzetta.it
Quotidiani
-
F1, Kimi Antonelli campione 2026: le combinazioni per vincere il titolo già ad Austin
F1, Kimi Antonelli campione 2026: le combinazioni per vincere il titolo già ad Austin
Il primo match point è ad Austin. Per sfruttarlo, però, Kimi Antonelli deve vincere il Gp degli Stati Uniti e[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
-
Voto Figc, in Serie A spunta l’ipotesi Galliani per sfidare Malagò. Lui replica: “Sto chiamando tutti i presidenti uno per uno, ne ho sentiti già tredici”
Voto Figc, in Serie A spunta l’ipotesi Galliani per sfidare Malagò. Lui replica: “Sto chiamando tutti i presidenti uno per uno, ne ho sentiti già tredici”
Giovanni Malagò candidato unico e di conseguenza ri-eletto alla presidenza della Figc non è più così scontato. Dopo il commissariamento[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
-
Kompany, le cause del malore: “Dorme poco, mangia in modo irregolare, beve troppi caffè”
Kompany, le cause del malore: “Dorme poco, mangia in modo irregolare, beve troppi caffè”
La Bild ha analizzato la situazione del tecnico del Bayern, che resterà fuori per “settimane”
Source: Repubblica.it
-
L’Anm critica il governo: “Miope rispondere con più carceri e reati alle proteste di piazza”
L’Anm critica il governo: “Miope rispondere con più carceri e reati alle proteste di piazza”
Il presidente Tango interviene anche sulle elezioni in Csm: “Il caso Ferri di nuovo candidato? Confido in un voto consapevole”
Source: Repubblica.it
-
Clima, l'industria della carne Usa sapeva dell'impatto dei bovini dal 1989
Clima, l'industria della carne Usa sapeva dell'impatto dei bovini dal 1989
Invece di ridurre le emissioni cercò di influenzare la comunicazione
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
Giornali Sportivi
Sara Ahmed - Non diciamo NO da sole
- Dettagli
- Published on Domenica, 06 Settembre 2026 15:05
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 151
Denunciare è un atto intimo e pericoloso. Che si tratti di segnalare il razzismo sul lavoro o le molestie sessuali all’università, presentare una denuncia a un’istituzione può significare esporsi, essere isolate, trasformarsi in un problema, mentre l’ingiustizia originaria resta. Con la lucidità e la forza che l’hanno resa una delle pensatrici femministe più influenti del nostro tempo, Sara Ahmed torna con un saggio che è insieme analisi politica e chiamata all’azione. In Non diciamo NO da sole Ahmed smonta con precisione feroce l’anatomia della denuncia: come le istituzioni costruiscono ambienti ostili, come isolano chi parla, come trasformano la protesta in “disturbo”, la sofferenza in “esagerazione”, la verità in “lamentela”. Questo libro è teoria e testimonianza, rabbia e gioia, analisi e chiamata collettiva. Cosa succede quando una persona dice NO, segnala un abuso, rifiuta di stare zitta? In questo saggio, che è insieme analisi politica e chiamata all’azione, Sara Ahmed esamina con precisione feroce l’anatomia di una denuncia – le istituzioni creano ambienti ostili, stigmatizzano chi parla – e traccia un percorso per imparare ad ascoltare le lamentele con “orecchie femministe”, cercando di affrontare le radici profonde della disuguaglianza. Attraverso testimonianze ed esperienze diverse, Ahmed ci mostra con lucidità e forza i modi in cui le istituzioni esercitano il loro potere, ma soprattutto che denunciare non è un atto individuale: è una maniera per costruire solidarietà, creare legami e immaginare ambienti migliori, insieme.
Non diciamo NO da sole di Sara Ahmed costituisce una trattazione femminista perspicace, fondamentale e radicalmente politica, focalizzata su un atto in apparenza lineare ma essenzialmente tortuoso e insidioso: smascherare un’ineguaglianza. Notificare il razzismo in ambito occupazionale, le molestie sessuali nel contesto accademico, l'emarginazione o una prepotenza d'autorità non si traduce soltanto nel rievocare l'accaduto. Comporta il mettersi a nudo, contestare un impianto e, di frequente, trasformarsi nel bersaglio di tale struttura.
Ahmed esamina con estrema accuratezza il modo in cui i complessi istituzionali replicano alle segnalazioni. Piuttosto che convergere sul torto evidenziato, riposizionano puntualmente il focus su chi esterna il disagio. Il soggetto che rileva una stortura viene dipinto come fazioso, iperbolico, ostile o refrattario all'integrazione. L'atto d'accusa viene conseguentemente trasfigurato in un'interferenza e chi lo propone in un ostacolo da arginare. Tale diniego consente alla struttura di preservarsi, mantenendo inalterate le matrici dell'aggressività e della sperequazione.
Un fulcro del volume risiede nel capovolgimento della colpa. Il contesto pervaso da avversità rimane intonso; a subire l'esame, la condanna e sistematicamente l'estromissione è la persona che lo palesa. Ahmed illustra come i quadri direttivi riescano a edificare una parvenza di integrazione e correttezza mentre, nell'operatività, persistono nel tollerare condotte prevaricatrici. I regolamenti burocratici, i codici etici e i protocolli di rivalsa rischiano di degradare a espedienti meramente facciali, idonei ad attestare che l'apparato "ha disposto un intervento", ma non inevitabilmente a rivoluzionare il quadro esistente.
L'opera risulta straordinariamente incisiva poiché non figura la contestazione quale gesto privo di asperità o costantemente emancipatorio. Opporsi può rivelarsi straziante, estenuante e rischioso. Chi prende la parola rischia di privarsi di legami, sbocchi lavorativi, autorevolezza o senso di coesione. Può trovarsi costretto a ripercorrere reiteratamente il proprio vissuto, esibire riscontri, avvalorare i propri stati d'animo e dimostrare di costituire una parte offesa "attendibile". In questa maniera, al patimento originario si addiziona un'ulteriore forma di prevaricazione sistemica.
Ahmed sollecita la maturazione di un'attitudine all'ascolto vigile, analitica e priva di barricate. Recepire una protesta, nell'ottica dell'autrice, non implica cercare istantaneamente di ridimensionarla o confutarla. Comporta l'interrogarsi sulle premesse che l'hanno generata e comprendere che un addebito singolo può affiorare una problematica comunitaria. Il reclamo non costituisce perciò un ghiribizzo, bensì un veicolo di consapevolezza: illumina ciò che l'organizzazione predilige occultare.
Un ulteriore fattore rilevante è l'efficacia della rievocazione. Avvalendosi di percorsi eterogenei, Ahmed dona pragmatismo alla propria speculazione e prova che le iniquità non figurano come fatti isolati. I resoconti di chi espone il fianco manifestano modalità cicliche: la scetticismo, l'omertà, la svalutazione, la tutela dei responsabili e la reclusione di chi solleva la voce. Il profilo testimoniale rende la lettura avvincente, senza tuttavia tramutarla in una mera silloge di aneddoti. Ogni narrazione viene saldata a un'analisi di più ampie vedute sui rapporti di forza.
L'intitolazione rimarca il carattere sinergico del dissenso. Pronunciare un "no" in solitaria può rivelarsi d'obbligo, ma non dovrebbe costituire l'unica opzione. Ahmed dimostra che il mutuo soccorso è inevitabile per arginare lo smarrimento inflitto dalle strutture. Qualora un individuo si esponga, altri possono identificarsi nel suo vissuto, prestare fianco e cooperare nel mutare una vicenda singola in una rivendicazione unitaria di svolta. La contestazione assurge quindi non soltanto a reiezione, ma a canale per intessere alleanze e preconizzare contesti più equi.
Il linguaggio dell'elaborato si presenta incisivo, analitico e tenace. Ahmed non cela l'indignazione dinanzi alle prevaricazioni, bensì la converte in una leva di decodifica e opposizione. Al contempo, il testo non si dimostra avulso dalla fiducia nel domani.
L’Autrice:
Sara Ahmed è una scrittrice femminista e studiosa indipendente. Lavora sull’intersezione tra studi femministi, queer e razziali. La sua ricerca riguarda il modo in cui prendono forma corpi e mondi e come il potere viene assicurato e messo in discussione nella vita quotidiana e nelle culture istituzionali. Fino alla fine del 2016, è stata professoressa di studi razziali e culturali presso la Goldsmiths University of London, dopo aver insegnato Women Studies presso la Lancaster University. Si è dimessa dal suo incarico alla Goldsmiths per protestare contro la mancata gestione del problema delle molestie sessuali. Ha pubblicato dieci libri, tra cui il classico cult Living a feminist life, descritto su The Paris Review come “totem del postmodernismo femminista, teoria degli affetti e fenomenologia queer”. Fandango Libri ha pubblicato: Un’altra cena rovinata. Saggi Scelti (2023) e Il manuale della femminista guastafeste (2024).

Titolo: Non diciamo No da sole
Autrice: Sara Ahmed
Fandango Libri
Traduttori: Michela Baldo e feminoska
ISBN: 9791256361908
Collana: Documenti
pp. 408
22,00€
Per ulteriori info:
https://www.fandangolibri.it/prodotto/non-diciamo-no-da-sole/

