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Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
Giornali Sportivi
Luca Ceriotti – Il Chiostro e l’inchiostro
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- Published on Venerdì, 11 Settembre 2026 15:58
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 28
Nella Piacenza capitale del ducato farnesiano, l’abbazia di San Sisto fu teatro di quattro vite reciprocamente intrecciate: quelle di Fulgenzio Ferrari, Vincenzo Sgualdi, Marco Antonio Scipioni e Giuseppe Costalta, monaci benedettini vissuti tra Cinquecento e Seicento e legati da una catena ininterrotta di amicizia e discepolato. Le loro ‘vite minuscole’, ricostruite con particolare attenzione ai dettagli, raccontano un modo mutevole e personale di essere operatori di cultura, mostrando il monastero nel ruolo di centro vivo di relazioni, idee e creatività nell’Italia e nell’Europa del suo tempo.
Attraverso Il chiostro e l’inchiostro, Luca Ceriotti offre un lavoro di indagine storiografica e biografica focalizzato sull'umanesimo monastico del cenobio di San Sisto, nella Piacenza dell'epoca farnesiana. Come precedentemente ricordato, il testo ruota attorno alla traiettoria di quattro religiosi cassinesi — Fulgenzio Ferrari, Vincenzo Sgualdi, Marco Antonio Scipioni e Giuseppe Costalta — le cui parabole personali si saldano a cavallo tra XVI e XVII secolo mediante vincoli di fratellanza e discepolato.
L'intestazione sintetizza con efficacia la sostanza dell'opera: da un lato il chiostro, emblematico della sfera claustrale, dell'osservanza e della quotidianità cenobitica; dall’altro l’inchiostro, metafora della ricerca, dell'attività Scrittoria, della conservazione del sapere e della fioritura intellettuale. Il complesso abbaziale non viene di conseguenza dipinto quale perimetro ermetico e disgiunto dal mondo, bensì come un crocevia dinamico, permeato da intuizioni, contatti e circolazione di idee.
Uno dei pregi principali dello studio risiede nell'infrangere il cliché del monastero inteso come micro-cosmo statico e refrattario all'esterno. Ripercorrendo i percorsi dei quattro religiosi, Ceriotti delinea un'istituzione vitale, partecipe delle trasformazioni sociali e storiografiche del proprio tempo. San Sisto si conferma fucina d'istruzione, tutela e diffusione del sapere, in costante osmosi con la realtà piacentina, peninsulare ed europea.
I profili tracciati dal saggista incarnano «esistenze marginali» nel senso più nobile del termine. Non si parla di personalità primarie della grande storia, né di figure assurte a fama clamorosa. Ciononostante, proprio scandagliando la loro quotidianità, i loro scritti, la rete di conoscenze e le relative opzioni di vita, diventa possibile mettere a fuoco un'intera epoca. La storia macroscopica si rivela così da una prospettiva ravvicinata, fatta di minutezze, fonti d'archivio e itinerari individuali.
Ferrari, Sgualdi, Scipioni e Costalta non sorgono quali entità isolate, bensì come maglie d'una catena. Il legame affettivo e l'eredità spirituale che li unisce costituiscono la traccia dorsale del saggio, consentendo di ricostruire il passaggio di competenze, principi e interessi intellettuali. In quest'ottica, la produzione intellettuale non appare un fenomeno puramente individuale, bensì il precipitato di un'esperienza comunitaria e d'un reticolo relazionale.
Merita rilievo la trattazione riservata all'identità culturale dei confratelli. Appartenere all'Ordine Benedettino non implica unicamente il rispetto della regola o la stanzialità nei perimetri del monastero, bensì il rivestire molteplici mansioni: amanuensi, eruditi, precettori, custodi della biblioteca, autori, mediatori ed esecutori della memoria. Il volume attesta dunque la varietà di forme attraverso cui un monaco poteva farsi «agente di cultura», rimodellandosi sulle istanze dei tempi.
La ricostruzione d'archivio riserva estrema devozione al dettaglio, elemento che qualifica in modo rilevante il volume. Gli aspetti apparentemente secondari della quotidianità dei protagonisti acquisiscono significato poiché restituiscono concretezza alla loro vicenda. Le abitudini, i testi consultati, le cariche ricevute, i legami personali e il contesto ambientale consentono di tramutare un'indagine specialistica in un ritratto umano e accessibile.
Al contempo, Il chiostro e l'inchiostro esige dal lettore rigore scientifico e passione per la storiografia culturale. Non si tratta di un testo strutturato sui ritmi del romanzo, né persegue intenti divulgativi o sensazionalistici. La sua forza risiede nella scrupolosità del metodo e nella facoltà di rischiarare un frammento di storia ancora in ombra. La fruizione può rivelarsi impegnativa, ma estremamente appagante per quanti desiderino approfondire la vicenda degli ordini monastici, della cultura scritta e dell'erudizione tra Rinascimento ed Età Moderna.
La cornice territoriale piacentina e la presenza della casata Farnese rappresentano un ulteriore valore aggiunto. Piacenza si conferma una piazza integrata in un circuito politico ed erudito più ampio, al cui interno l'abbazia di San Sisto ricopre un ruolo di primaria rilevanza.
L’Autore:
Luca Ceriotti, storico modernista, nel corso del tempo si è occupato prevalentemente di storia religiosa e culturale, concentrandosi dapprima sulle pratiche di lettura e sulla formazione delle raccolte librarie in antico regime, poi sulle espressioni di minoranza del sentimento religioso e sulle connesse politiche di contenimento poste in essere dalle autorità ecclesiastiche e civili. Negli ultimi anni si è rivolto soprattutto all’indagine di questi e altri temi in relazione al contesto di lungo periodo della Congregazione benedettina cassinese, alla mentalità collettiva dei suoi ambienti e ai percorsi intellettuali di alcuni suoi esponenti dediti in modo particolarmente assiduo all’erudizione, alla letteratura e alle arti. - (aprile 2026)

Luca Ceriotti
Il chiostro e l'inchiostro
Monaci e cultura in un'abbazia benedettina tra Cinque e Seicento
Leo S. Olschki Editore
2026, cm 17 x 24, xviii-226 pp.
ISBN: 9788822295545
€ 25,00
Per ulteriori info:

