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Un’edizione storica tra diritti civili, icone internazionali e grandi voci contemporanee nel cuore della città dei Gonzaga
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Source: Gazzetta.it
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Source: Gazzetta.it
Quotidiani
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“Lo scarico del wc crea una turbolenza in grado di rilasciare aerosol nell’aria”: “l’effetto geyser” invisibile in bagno, ecco cosa succede davvero quando tiri l’acqua del water e perché dovresti subito abbassare il coperchio
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Per molti è un gesto meccanico, quasi inconscio, che si compie più volte al giorno. Ed è più importante di[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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Cinque set di alto livello, divertimento e spettacolo: Carlos Alcaraz sta pian piano tornando ai suoi livelli, ma c’è stato[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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Storie tese tra l’argentino e lo spagnolo durante la sfida di Champions
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Lo statunitense in semifinale agli Us Open. Bolelli e Vavassori ai quarti nel doppio
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Sul red carpet di Venezia arriva il cast di "Bunker"
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Tra i protagonisti Penelope Cruz e Javien Bardem
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
Giornali Sportivi
Roberta Filippini - Giorgio secondo Armani
- Dettagli
- Published on Venerdì, 04 Settembre 2026 10:18
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 63
«Saresti disposta a scrivere insieme la mia autobiografia?» Nel 2014 con un’improvvisa telefonata Giorgio Armani, ottant’anni appena compiuti, rivolge alla giornalista Roberta Filippini questa inattesa proposta. Sarà l’inizio di una serie di incontri in cui il grande stilista racconterà se stesso senza remore. Al termine del lungo confronto, Armani dirà però di non sentire ancora la necessità di esporsi intimamente. A distanza di anni, le riflessioni raccolte allora assumono un senso nuovo. Queste pagine tessono un dialogo tra ricordi personali, ricchi di emozioni, paure, dolori e successi, e la storia della moda nella quale egli ha impresso per sempre il suo segno. Ripercorrendo insieme a lui gli eventi che hanno condotto Giorgio a diventare Armani, si rivela il suo punto di vista su tanti argomenti, dal sesso alla politica, dall’amore all’amicizia, dalla solitudine al cinema, dal rapporto con il corpo a quello con la natura. Tra aneddoti e risvolti inediti, che strappano un sorriso, scorre il film della sua vita, con le sue relazioni affettive, ma anche con momenti di rimpianto e disincanto. Emerge alla fine il senso di un’avventura unica, fatta di impegno e di comando, di responsabilità quasi assoluta in un’impresa che fino alla fine Giorgio Armani ha voluto soltanto sua. La favola moderna di chi ha saputo liberare la moda da schemi e rigidità, come ha fatto con la sua vita, parla oggi a tutti, in particolare a quei giovani che non riescono a trovare subito la propria strada. «Sono sicuro che proviamo la stessa paura, ma è anche bello averla»: così diceva alle modelle prima di ogni sfilata.
Giorgio secondo Armani di Roberta Filippini è un’opera frutto di un confronto singolare: nel 2014, il celebre designer, da poco ottantenne, invita la cronista a stendere a quattro mani la propria memoria autobiografica. Da quell’intesa telefonica prende forma un ciclo di colloqui in cui il creatore di moda riavvolge il nastro dell’esistenza, del percorso professionale e delle vicende che lo hanno trasformato in una personalità guida della sartoria e del costume mondiale.
L’iniziativa, tuttavia, non sfocia in una memoria biografica tradizionale. Al termine dei confronti, Armani ammette di non ritenersi del tutto pronto a svelare la propria sfera più privata. Tale riserbo rappresenta uno dei tratti più avvincenti dell’opera: chi legge non affronta una narrazione encomiastica o rigida, bensì uno scambio intessuto di memoria, analisi, pudori e confidenze.
Filippini struttura un racconto armonico, offrendo risalto alla voce dello stilista senza oscurare la propria presenza analitica. I suoi interrogativi sollecitano Armani su argomenti eterogenei: la professione, le aspirazioni, i sentimenti, i legami affettivi, la solitudine, lo scenario politico, il mondo cinematografico, il legame con la corporeità e con l'ambiente circostante. Insieme alle grandi affermazioni emergono apprensioni, nostalgie, sofferenze e attimi di disillusione. Ne scaturisce il profilo di una figura sfaccettata, decisa e schiva, cosciente della propria abilità ma pure del carico dei doveri.
Un elemento di valore del testo risiede nella trama che unisce l'esperienza personale di Armani all'evoluzione della moda. Il suo tragitto lavorativo non figura come una semplice sequenza di traguardi, ma come un cammino d'affrancamento dalle consuetudini. Ha ripensato il concetto di raffinatezza, rendendolo più sobrio, autentico e aderente all'individuo. La medesima spinta all'autonomia sembra plasmare la sua sfera personale: un'esistenza improntata a norme proprie, distante da schemi prefissati e dal desiderio di ostentazione.
Il testo evidenzia inoltre la dedizione totale di Armani verso la propria attività. La sua realtà aziendale costituisce un impegno individuale, una creatura da amministrare in prima persona con fermo controllo. Dietro la fama del designer consacrato emerge la figura di un uomo sovente solo nelle scelte cruciali, chiamato a reggere il peso della notorietà e delle pretese esterne.
lo stile di Roberta Filippini appare fluido e premuroso. I dettagli più lievi, le battute e le curiosità smorzano le sfumature più cupe, mentre la modalità dialogica permette di seguire la visione di Armani con immediatezza e coinvolgimento. Lo stilista lascia come detto, taluni aspetti della sua sfera personale semplicemente abbozzati. Tale parzialità si rivela comunque in linea con l'indole del protagonista e conferisce genuinità al racconto.
Di rilevante valore è l'esortazione indirizzata alle nuove generazioni. Armani testimonia come l'affermazione non derivi necessariamente da un disegno definito sin dal principio, ma possa maturare tra sperimentazioni, svolte e ostacoli. Il suo vissuto si rivolge a chi cerca la propria direzione e invita a non ritenere il timore un freno insuperabile. Il monito espresso alle indossatrici nel backstage — «Sono sicuro che proviamo la stessa paura, ma è anche bello averla» — sintetizza questo principio: l'inquietudine accompagna l'esperienza, ma può mutarsi in stimolo e lucidità.
Giorgio secondo Armani costituisce una lettura stimolante non soltanto per i cultori dello stile, ma per chiunque intenda scorgere l'individuo oltre la celebrità. Attraverso uno scambio schietto, seppur non del tutto privo di riserve, Roberta Filippini illustra la maturazione di un maestro che ha rivoluzionato il gusto moderno ed è stato capace di plasmare un'esistenza svincolata dalle regole convenzionali. È la raffigurazione di un'indole vigorosa ma consapevole delle proprie debolezze, in grado di volgere apprensione, dedizione e isolamento negli elementi costitutivi di un'avventura irripetibile.
L’Autrice:
Roberta Filippini (Trieste, 1952) ha vissuto a Istanbul, Napoli, Torino, Milano e Roma. Laureata in Filosofia a Napoli, ha insegnato, ha lavorato nella politica, ma soprattutto è una giornalista. Ha iniziato alla «Gazzetta del Mezzogiorno» e a «Italia Oggi», si è occupata di politica industriale e sindacale, ha collaborato con varie testate. Assunta nel 1987 all’ANSA di Roma, è passata poi alla redazione di Torino e infine di Milano, dove è stata responsabile del settore moda. Tra le sue pubblicazioni, nel 2013 ha curato l’autobiografia di Beppe Modenese.

Roberta Filippini
Giorgio secondo Armani
La vita oltre il successo
Marsilio Editori
pp. 364, 1° ed.
2026
Gli specchi
9788829795789
19,90 euro
Per ulteriori info:
https://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/2979578/giorgio-secondo-armani

