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Source: Panorama
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Source: Gazzetta.it
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Source: Gazzetta.it
Quotidiani
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Post contro Mattarella e i migranti, l’ex consigliere di FdI a Mantova condannato per vilipendio e istigazione all’odio
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Source: Il Fatto Quotidiano
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Santanché, il giudice solleva conflitto di attribuzioni contro lo “scudo” del Senato nel processo per diffamazione a Roma
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Source: Il Fatto Quotidiano
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Navi Pillay si dimise dalla Fifa di Infantino per “interferenze improprie e pressioni”
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La giurista premio Nobel per la pace abbandonò l’organismo che governa il calcio perché violava gli standard di buona condotta
Source: Repubblica.it
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Quando la Nobel per la pace Pillay disse: "C'è un genocidio a Gaza"
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L’ex alta commissaria Onu nel 2025 ad Afp: “Prove pubblicate dai soldati israeliani”
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
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Panama, scossa di magnitudo 7,6: allerta tsunami. Scene di panico nella capitale
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Un sisma ha colpito la zona di Petaloza Arriba, rischio maremoti lungo le coste di Costa Rica, Ecuador, Perù, Nicaragua,[…]
Source: Repubblica.it
Giornali Sportivi
Federico Rampini - Argento vivo
- Dettagli
- Published on Venerdì, 09 Ottobre 2026 10:07
- Scritto da Andrea Turetta
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È la trasformazione più importante della nostra epoca, eppure la raccontiamo come una sciagura. L’aumento della longevità umana, una delle più straordinarie conquiste della civiltà moderna, viene descritto come una bomba a orologeria: pensioni al collasso, sanità al tracollo, giovani depredati di un futuro. Federico Rampini non ci sta, e scrive un Manifesto per la sua generazione, oggi alle prese con una vecchiaia che nessuno ha mai vissuto così a lungo, in salute e ricca di possibilità. Con l’ironia di chi corre maratone a settant’anni e ha aperto un’impresa nell’età in cui in Italia si andrebbe in pensione, inizia smontando l’industria del panico demografico. I dati dicono che gli anziani sono il mercato di consumatori più ricco della storia, che l’occupazione non è una torta fissa, dove ogni anno in più lavorato da un settantenne toglie il pane a un ventenne, che il vero nemico non è l’età che avanza, ma l’ageism, l’ultimo razzismo legittimato. Lascia poi la parola a esperti e personaggi straordinari: scienziati che hanno esplorato la «curva della felicità» e le nuove frontiere della medicina della longevità, alcuni «magnifici vecchi» che hanno rifiutato il copione previsto per la loro età, fino ai grandi autori e filosofi, dai classici greci a Hemingway, da Seneca a Confucio, alla ricerca di ciò che l’umanità ha pensato sull’età che avanza. Non manca la parte più intima: il ritratto della propria famiglia, la gratitudine verso una generazione di donne da cui c’è ancora molto da imparare; il privilegio di cambiare idea, generoso regalo dell’età, da lasciare in eredità ai giovani; persino le ombre – le malattie neurodegenerative, la solitudine, la fatica di chi accudisce genitori centenari. Alla generazione che trabocca di energia e vitalità come fosse «argento vivo», Rampini offre poi lo sguardo di chi ha vissuto su tre continenti: il Giappone ha inventato il «dividendo della longevità», la Cina investe sulla silver economy, negli Stati Uniti l’età pensionabile è un concetto elastico. Con il piglio del polemista e la scrupolosità del reporter di lungo corso, Rampini firma un libro controcorrente: un invito a ribellarsi al catastrofismo demografico e a guardare ai «secondi cinquant’anni» come alla stagione più libera, produttiva e sorprendente della vita.
Con Argento vivo, Federico Rampini affronta uno dei temi più centrali e dibattuti della nostra epoca: l’allungamento dell'aspettativa di vita e il ruolo della terza età nel contesto contemporaneo. Il saggista rigetta la lettura catastrofista secondo cui l’invecchiamento demografico costituisca esclusivamente una minaccia per la previdenza sociale, la sanità e le prospettive dei giovani. Al contrario, propone una chiave di lettura più fiduciosa e dinamica della maturità, considerandola una delle grandi conquiste della civiltà moderna.
L'opera si configura come una sorta di manifesto generazionale. Rampini dialoga soprattutto con chi oggi varca la soglia della seconda metà dell'esistenza e che, rispetto alle epoche precedenti, può fare affidamento su più anni in buona salute, un raggio d'azione più ampio e una libertà individuale spesso inimmaginabile in passato. Il giornalista esorta a non interpretare l’età avanzata alla stregua di una parabola di declino ineluttabile, bensì come una stagione ancora densa di vitalità, inventiva e progettualità.
Uno dei principali bersagli polemici dello scritto è il cosiddetto “panico demografico”. Rampini mette in discussione l’assunto che i senior rappresentino unicamente una passività e che la sfera occupazionale sia un bacino limitato, per cui un settantenne attivo sottrarrebbe automaticamente opportunità a un giovane. A suo avviso, questa rappresentazione risulta riduttiva e rischia di fomentare una contrapposizione artificiale tra fasce d'età. Chi ha più anni, infatti, costituisce pure una componente rilevante del bacino dei consumi, dell’economia e del tessuto sociale.
Particolarmente stimolante è l’analisi sull’ageism, ovvero la discriminazione fondata sull'anagrafe. Rampini lo descrive come un pregiudizio tuttora ampiamente tollerato: si tende a dare per scontato che una persona in là con gli anni sia meno prestante, meno produttiva o meno incline all'innovazione, a prescindere dal suo effettivo bagaglio di competenze. Il volume invita perciò a superare i cliché che associano meccanicamente la vecchiaia alla passività, alla decadenza fisica e alla dipendenza dagli altri.
La disamina si arricchisce di numerosi richiami a specialisti, studiosi, pensatori e figure capaci di attraversare gli anni d'argento in modo fuori dagli schemi. Rampini alterna indicatori economici e demografici a casistiche concrete, spunti culturali e testimonianze personali. Il risultato è un lavoro articolato, a cavallo tra reportage, saggio divulgativo e memoria autobiografica.
Un ulteriore elemento di rilievo è lo sguardo comparativo a livello globale. Forte del percorso professionale vissuto in continenti diversi, l’osservatore nota come l’approccio alla longevità vari da Paese a Paese. Il Giappone viene richiamato quale modello di società che ha cercato di convertire l'invecchiamento in una risorsa tramite il cosiddetto “dividendo della longevità”. La Cina sta investendo nella silver economy, mentre negli Stati Uniti il ritiro dal lavoro si presenta meno rigido e più dinamico rispetto al contesto europeo. Tali riscontri mostrano chiaramente come l’allungamento della vita non produca effetti univoci: molto è legato alle scelte politiche, finanziarie e culturali.
L'autore non trascura tuttavia i risvolti più complessi del fenomeno. Nel testo trovano spazio le patologie neurodegenerative, l’isolamento, la perdita di autonomia e il carico assistenziale che grava su chi accudisce genitori sempre più anziani. Il suo sguardo fiducioso non scade dunque in un ingenuo ottimismo. Viene espressamente riconosciuto che vivere più a lungo non equivale automaticamente a vivere sempre bene e che la dilatazione dell'esistenza pone criticità reali, specialmente per i nuclei familiari e la rete dei servizi socio-sanitari.
lo spaccato più intimo riguarda la sfera degli affetti e il legame con gli ascendenti. Rampini manifesta profonda gratitudine verso le figure femminili del proprio albero genealogico, rendendo merito alla caratura delle loro esperienze e alla loro capacità di tenuta. Questa dimensione privata rende la trattazione più calda e tangibile: la vecchiaia non viene descritta solo mediante proiezioni statistiche e scenari macroeconomici, ma anche attraverso i legami del cuore, i ricordi e il senso di responsabilità.
Tra i passaggi più fecondi risalta l'idea secondo cui la maturità possa offrire il privilegio di rivedere le proprie posizioni. Con lo scorrere delle stagioni, argomenta Rampini, si matura uno spazio di manovra più ampio rispetto ai dogmatismi ideologici e alle convinzioni della giovinezza.
L’Autore:
Federico Rampini, editorialista del «Corriere della Sera», è stato vicedirettore del «Sole 24 Ore» e corrispondente de «la Repubblica» a Parigi, Bruxelles, San Francisco, Pechino e New York. È membro del Council on Foreign Relations, think tank americano di relazioni internazionali. Come esperto di geopolitica è public speaker per The European House-Ambrosetti. Ha pubblicato più di trenta saggi di successo, molti tradotti in altre lingue. Tra i più recenti, Fermare Pechino (Mondadori 2021), Suicidio occidentale (Mondadori 2022), La speranza africana (Mondadori 2023), Grazie, Occidente! (Mondadori 2024) e La lezione del Giappone (Mondadori 2025). Con suo figlio Jacopo, attore, è andato in scena a teatro in Trump Blues e A cosa serve l’America, e ha scritto il romanzo Il gioco del potere (Mondadori 2025). Ha realizzato per La7 i programmi televisivi «Inchieste da fermo» e «Inchieste in movimento», per Canale 5 la serie di divulgazione geopolitica «Risiko. Le sfide di potere».

Argento vivo
Federico Rampini
Mondadori
Genere: Politica e Attualità
ISBN: 9788804802358
252 pagine
Prezzo: € 20,00
150 x 210 cm
Brossura con alette
In vendita dal 6 ottobre 2026
Per ulteriori info:
https://www.mondadori.it/libri/argento-vivo-federico-rampini/

