Riviste
-
In viaggio sulla Route 66, la strada che compie 100 anni mentre gli Stati Uniti tornano alle urne
In viaggio sulla Route 66, la strada che compie 100 anni mentre gli Stati Uniti tornano alle urne
Perché l’America vota ancora come nell’Ottocento: viaggio sulla Route 66, la strada che compie 100 anni mentre gli Stati Uniti[…]
Source: Panorama
-
Musetti torna a vincere dopo 4 anni. Trionfa a Lione battendo Fritz
Musetti torna a vincere dopo 4 anni. Trionfa a Lione battendo Fritz
Il carrarino si impone in due set, l'ultimo successo a Napoli nel 2022. "E' un sogno e non voglio svegliarmi"
Source: Panorama
-
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"L'attore romano torna al cinema con la commedia "Che vuoi che[…]
Source: Gazzetta.it
-
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato""Voglio bene a Michael - spiega l'attore su Facebook - ma l'ultima volta[…]
Source: Gazzetta.it
Quotidiani
-
Leonardo Maria Del Vecchio vuole comprare Il Fatto. Gli azionisti fondatori: “Non siamo interessati a cedere le nostre quote”
Leonardo Maria Del Vecchio vuole comprare Il Fatto. Gli azionisti fondatori: “Non siamo interessati a cedere le nostre quote”
Leonardo Maria Del Vecchio tenta di comprare Il Fatto ma gli azionisti fondatori declinano l’offerta. Il cda di Lmdv Media,[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
-
Serbia, Vucic riconosce la sconfitta: “Abbiamo perso le elezioni”. Esultanza in strada
Serbia, Vucic riconosce la sconfitta: “Abbiamo perso le elezioni”. Esultanza in strada
Svolta per le elezioni politiche in Serbia: Aleksandar Vucic ha riconosciuto la sconfitta. Lo ha fatto in diretta tv su[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
-
I fan di Lara Croft celebrano i suoi 30 anni nella città "natale"
I fan di Lara Croft celebrano i suoi 30 anni nella città "natale"
A Derby, in Inghilterra, una giornata al Market Hall per l'eroina dei videogiochi Tomb Raider
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
-
Elezioni Brasile, ballottaggio Lula-Bolsonaro. La Corte suprema proroga di due ore la chiusura dei seggi
Elezioni Brasile, ballottaggio Lula-Bolsonaro. La Corte suprema proroga di due ore la chiusura dei seggi
Sono 158,7 milioni gli elettori chiamati al voto per scegliere il capo dello Stato. Seggi aperti dalle 12 alle 21[…]
Source: Repubblica.it
-
Manchester United, il declino inesorabile: altra sconfitta in Premier. E Conte è pronto
Manchester United, il declino inesorabile: altra sconfitta in Premier. E Conte è pronto
Battuto anche in casa 0-3 dal Bournemouth è sedicesimo in classifica, con appena sette punti. Carrick è amato dai tifosi,[…]
Source: Repubblica.it
Giornali Sportivi
Tiziana Sodano - Perché non si può non fare politica industriale
- Dettagli
- Published on Domenica, 25 Ottobre 2026 16:24
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 29
Dazi, sanzioni, armi, alleanze, energia, materie prime critiche. Titoli e slogan mettono ordine: amici da una parte, nemici dall’altra; nel mezzo, possibilmente, nessuna domanda. Ma un alleato condivide sempre i nostri interessi? Quanto costa seguirlo? Quando l’efficienza diventa dipendenza? La geopolitica entra in fabbrica: un’impresa può perdere un mercato senza aver sbagliato prodotto, prezzo o qualità. Ecco perché non si può non fare politica industriale: ciò che lo Stato finanzia, disciplina o trascura orienta comunque capacità e specializzazioni. Anche il mercato è un’istituzione: le sue regole, spesso scritte altrove, e i rapporti di forza possono fissare il posto di un paese nella divisione internazionale del lavoro. Portare la politica industriale fuori dall’ombra significa almeno esporne fini e priorità al confronto democratico. Nella geoeconomia delle dipendenze strategiche, istituzioni e ambizioni di potenza plasmano politiche industriali diverse: gli Stati Uniti convertono mercati e tecnologie in potere; la Cina cresce dentro l’ordine economico globale, poi prova a riscriverne le regole; il Giappone coordina con metodo e tenacia; l’India trasforma la propria scala in libertà di manovra; la Russia mostra forza e limiti della coercizione. Cooperano, competono e si invischiano in doppi legami. I semiconduttori sono il banco di prova: nessuno controlla l’intera filiera, ma ogni nodo insostituibile — dalle macchine che pochi sanno costruire ai materiali che pochi vogliono raffinare — può diventare leva geopolitica. Chi ha il potere: chi fabbrica i chip o chi può impedire agli altri di farlo? Infine l’Italia, dentro l’Europa. Che cosa dobbiamo saper fare? Dove possiamo diventare difficili da sostituire? A lungo trascurata — e i risultati si vedono — la politica industriale non offre scorciatoie: costruisce oggi opzioni per tornare a crescere, ricucire la coesione sociale e guadagnare autonomia strategica.
Il saggio di Tiziana Sodano, "Perché non si può non fare politica industriale", disamina in modo dettagliato e stringente il ruolo della pianificazione manifatturiera nello scenario internazionale odierno. La studiosa esamina come le deliberazioni pubbliche, le dinamiche finanziarie e gli equilibri geopolitici condizionino direttamente le potenzialità manifatturiere e le vocazioni produttive di una nazione, ponendo in risalto come il mercato medesimo costituisca un'entità modellata da norme e relazioni di potere.
L'opera passa in rassegna i differenti orientamenti strategici perseguiti dalle maggiori potenze del pianeta (Stati Uniti, Cina, Giappone, India, Russia) nell'ambito della politica industriale, evidenziando i condizionamenti reciproci e le criticità connesse ai settori strategici ad alta dipendenza, come quello dei microchip. Sodano rimarca la necessità di collocare la programmazione economica al cuore del confronto democratico, in modo tale che traguardi e scelte prioritarie risultino trasparenti e concertati.
In ultimo, la scrittrice riserva una disamina specifica all'Italia e alla sua collocazione nel quadro comunitario, interrogandosi su quali comparti chiave il Paese debba puntare per conquistare una posizione di rilevanza indispensabile. Il monito fondamentale dell'opera chiarisce che la politica industriale, per anni relegata in secondo piano, non garantisce esiti immediati, ma si rivela indispensabile per gettare le basi di uno sviluppo sostenibile, della coesione sociale e della sovranità strategica.
Hanno detto:
«Un contributo di grande originalità alla nuova letteratura sulla politica industriale in rapida espansione. Di ampio respiro, il libro mostra come la posizione nelle catene globali del valore generi opportunità, vulnerabilità e rischi per la sicurezza nazionale, ai quali i governi rispondono con politiche industriali. La scrittura è ricca di intuizioni fulminanti, affidate a formule brillanti e memorabili.»
Robert H. Wade, professore di Economia politica e sviluppo alla London School of Economics, autore di Governing the Market
«Un’analisi tempestiva e acuta della politica industriale alla luce delle trasformazioni delle catene globali del valore. Attraverso il confronto tra le maggiori economie e il caso strategico dei semiconduttori, Tiziana Sodano mette in luce le opportunità e le sfide per l’Italia e l’Unione europea quando non agire non è un’opzione.»
Gary Gereffi, professore emerito di Sociologia e direttore del Global Value Chains Center, Duke University
«Un libro ben scritto e lucido. Tiziana Sodano mostra che la politica industriale non è “tornata”: è sempre esistita, ma ora torniamo a parlarne. La domanda non è se farla, ma quale politica industriale sia già all’opera, con quali costi e con quale legittimazione democratica. Per l’Unione europea e l’Italia, la sfida è restare aperte al mondo, rafforzando la capacità di negoziare e orientare il proprio futuro.»
Simona Iammarino, professoressa di Economia applicata al Gran Sasso Science Institute
«Un contributo prezioso in materia di geoeconomia.»
Luigi Paganetto, dalla Prefazione
L’Autrice:
Tiziana Sodano è economista alla Banca d’Italia. Dal 2018 al 2024 ha ricoperto l’incarico di vice responsabile dell’Ufficio di rappresentanza a Tokyo, seguendo il Giappone e le altre economie dell’Asia orientale sui temi della politica industriale, dell’energia, dei semiconduttori e della sicurezza economica. In precedenza, ha coordinato l’analisi economica regionale a Trieste ed è stata ricercatrice ospite alla London School of Economics. Perché non si può non fare politica industriale è il suo primo libro.

Tiziana Sodano
Perché non si può non fare politica industriale
Potere, geoeconomia e catene globali del valore
FrancoAngeli
Contributi: Luigi Paganetto
Collana: Orizzonti
Argomenti: Politica economica e finanziaria - Scenari, terzo millennio, futuribili, problemi generali
Livello: Saggi, scenari, interventi
Pagine: 176
ISBN: 9788835194880
Edizione: 1a edizione 2026
Codice editore: 1180.9
Euro 24,00
Per ulteriori info:
https://francoangeli.it/Libro/Perch%C3%A9-non-si-pu%C3%B2-non-fare-politica-industriale?Id=30797

