Riviste
-
In viaggio sulla Route 66, la strada che compie 100 anni mentre gli Stati Uniti tornano alle urne
In viaggio sulla Route 66, la strada che compie 100 anni mentre gli Stati Uniti tornano alle urne
Perché l’America vota ancora come nell’Ottocento: viaggio sulla Route 66, la strada che compie 100 anni mentre gli Stati Uniti[…]
Source: Panorama
-
Musetti torna a vincere dopo 4 anni. Trionfa a Lione battendo Fritz
Musetti torna a vincere dopo 4 anni. Trionfa a Lione battendo Fritz
Il carrarino si impone in due set, l'ultimo successo a Napoli nel 2022. "E' un sogno e non voglio svegliarmi"
Source: Panorama
-
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"L'attore romano torna al cinema con la commedia "Che vuoi che[…]
Source: Gazzetta.it
-
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato""Voglio bene a Michael - spiega l'attore su Facebook - ma l'ultima volta[…]
Source: Gazzetta.it
Quotidiani
-
Aura: Valentino’s haute couture meets the mysterious, hidden faces of Ewa Juszkiewicz
Aura: Valentino’s haute couture meets the mysterious, hidden faces of Ewa Juszkiewicz
Giancarlo Giammetti, the late designer’s partner, talks about the exhibition bringing the couturier’s creations into dialogue with the Polish artist’s[…]
Source: Repubblica.it
-
How science could lift Italy’s sinking cities back up — including Venice and Ravenna
How science could lift Italy’s sinking cities back up — including Venice and Ravenna
A recent study on Osaka proves that subsidence—the gradual lowering of urban landscapes—is not irreversible
Source: Repubblica.it
-
Antonelli sbaglia marcia e va a sbattere contro una recinzione: Russell non resiste e scoppia a ridere – Video
Antonelli sbaglia marcia e va a sbattere contro una recinzione: Russell non resiste e scoppia a ridere – Video
Piccolo incidente e tante risate durante le riprese di un video promozionale per Mercedes. Kimi Antonelli, al volante di una[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
-
Formula 1, Antonelli campione del mondo in Messico se: tutte le combinazioni
Formula 1, Antonelli campione del mondo in Messico se: tutte le combinazioni
Un altro piccolo passo. Piccolissimo, minuscolo. Poi un pilota italiano tornerà a vincere un mondiale di Formula 1 a distanza[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
-
I fan di Lara Croft celebrano i suoi 30 anni nella città "natale"
I fan di Lara Croft celebrano i suoi 30 anni nella città "natale"
A Derby, in Inghilterra, una giornata al Market Hall per l'eroina dei videogiochi Tomb Raider
Source: Primo piano ANSA - ANSA.it
Giornali Sportivi
Il ritorno del falco pescatore. Dalla Toscana a Varese, speranze per la specie
- Dettagli
- Published on Giovedì, 11 Aprile 2013 15:49
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 3026
FALCO PESCATORE LIBERATO IN TOSCANA NEL 2009 AVVISTATO NELLA RISERVA PALUDE BRABBIA (VARESE)
L’esemplare fu rilasciato nell’ambito del progetto di reintroduzione della specie, estinta in Italia dal 1977. LIPU: “L’area umida si conferma fondamentale come luogo di sosta per gli uccelli e area ecologica chiave del progetto Life TIB”
Nato in Corsica, reintrodotto nel 2009 nel Parco della Maremma, infine avvistato nei giorni scorsi, a 500 chilometri di distanza, nella Riserva naturale Palude Brabbia (Varese). Sono le tappe percorse da un esemplare di falco pescatore, specie estinta come nidificante per 34 anni in Italia fino a quando, nel 2011, una coppia di questo raro e splendido rapace iniziò a riprodursi nel Parco della Maremma, in provincia di Grosseto, dove è in atto un progetto di reintroduzione della specie.
Foto di Luca Ascolese
L’avvistamento, realizzato dallo staff della LIPU, Associazione che gestisce la Riserva naturale Palude Brabbia grazie a una convenzione con la Provincia di Varese, è proseguito per alcuni giorni consecutivi durante i quali il rapace si è alimentato e riposato nell’area umida, prima di riprendere il viaggio migratorio e far perdere di nuovo le proprie tracce. L’animale è stato poi riavvistato in zona nei giorni seguenti.
Osservato con attenzione a distanza, all’animale è stato letto l’anello in Pvc che portava alla zampa. Si è così risalito facilmente alle sue origini: ossia il Parco della Maremma e il progetto di reintroduzione della specie, avviato dieci anni fa e divenuto noto nel 2011, quando da una coppia nacquero i primi due pulcini. L’esemplare avvistato nei giorni scorsi, nato in Corsica, fu liberato dal parco toscano nel 2009 nell’ambito del progetto.
L’avvistamento del falco pescatore conferma ancora una volta il grande valore naturalistico della Riserva naturale Palude Brabbia, area umida fondamentale per il transito dei migratori tra il nord e il sud Europa. La riserva è il fulcro del progetto “Life TIB” (www.lifetib.it) il cui scopo principale è il ripristino della connessione ecologica che collega le Alpi, in particolare il Parco Campo dei Fiori (a nord di Varese), con i territori del Parco del Ticino, nella Pianura padana.
Al progetto, che vede come capofila la Provincia di Varese, affiancata da Regione Lombardia, LIPU–Birdlife Italia e Fondazione Cariplo, partecipano anche i due Parchi e i trentacinque Comuni varesini il cui territorio è interessato dai corridoi ecologici. Partito nel 2011, durerà fino al 2015: grazie al progetto saranno realizzati sottopassi per la fauna selvatica e avviati importanti interventi di riqualificazione delle zone umide. In previsione vi sono importanti interventi di rinaturalizzazione e di “deframmentazione”, finalizzati a eliminare quegli impedimenti (ponti, ferrovie, strade, autostrade) che costituiscono una barriera artificiale al naturale spostamento sul territorio delle specie animali. Inoltre, proprio nell’area frequentata in questi giorni dal falco pescatore, verranno sperimentate differenti tecniche di rimozione del fior di loto, pianta esotica di origine asiatica, la cui presenza è di ostacolo alla fauna acquatica, così da creare nei prossimi anni un ambiente ancora più ospitale per le specie che sceglieranno di fermarsi nelle acque della Riserva.
“L’avvistamento del falco pescatore - dichiara Massimo Soldarini, del team di progetto – ha un duplice valore: riconosce la palude Brabbia come un’area fondamentale di ristoro per gli uccelli migratori, e conferma l’importanza del progetto Life TIB, che proprio nella Brabbia trova un’area di connessione ecologica importante che collega le Alpi con la pianura e gli Appennini. Un approccio vincente – conclude Soldarini – nel tentativo di ridare spazio alla natura e favorire lo spostamento delle specie sul territorio”
Il falco pescatore (Pandion haliaetus) si è estinto nel nostro Paese a causa dell’urbanizzazione delle aree costiere, della caccia illegale, del saccheggio dei nidi e dell’inquinamento. Negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso fu segnalato come nidificante in numerose zone della Sardegna e della Corsica, nonché alle isole Egadi. L’ultima riproduzione prima dell’estinzione avvenne nel 1977 nel Golfo di Orosei (Sardegna). Dopo il 1980 è stato osservato come svernante in numerose aree del nord e del sud della penisola, oltre che in Sicilia e in Sardegna, dove è presente un’importante popolazione svernante. Nel Mediterraneo la specie si ridusse tra gli anni Settanta e Ottanta a sole 57-75 coppie.
La popolazione europea è pari a 8/10mila coppie (dati 2003), di cui oltre il 50% nidifica nella penisola scandinava. La sua apertura alare può arrivare a un metro e settanta centimetri. Sverna in Africa a sud del Sahara, localmente in Nord Africa, Medio Oriente e nel Mediterraneo.
www.lipu.it
L’esemplare fu rilasciato nell’ambito del progetto di reintroduzione della specie, estinta in Italia dal 1977. LIPU: “L’area umida si conferma fondamentale come luogo di sosta per gli uccelli e area ecologica chiave del progetto Life TIB”
Nato in Corsica, reintrodotto nel 2009 nel Parco della Maremma, infine avvistato nei giorni scorsi, a 500 chilometri di distanza, nella Riserva naturale Palude Brabbia (Varese). Sono le tappe percorse da un esemplare di falco pescatore, specie estinta come nidificante per 34 anni in Italia fino a quando, nel 2011, una coppia di questo raro e splendido rapace iniziò a riprodursi nel Parco della Maremma, in provincia di Grosseto, dove è in atto un progetto di reintroduzione della specie.

Foto di Luca Ascolese
L’avvistamento, realizzato dallo staff della LIPU, Associazione che gestisce la Riserva naturale Palude Brabbia grazie a una convenzione con la Provincia di Varese, è proseguito per alcuni giorni consecutivi durante i quali il rapace si è alimentato e riposato nell’area umida, prima di riprendere il viaggio migratorio e far perdere di nuovo le proprie tracce. L’animale è stato poi riavvistato in zona nei giorni seguenti.
Osservato con attenzione a distanza, all’animale è stato letto l’anello in Pvc che portava alla zampa. Si è così risalito facilmente alle sue origini: ossia il Parco della Maremma e il progetto di reintroduzione della specie, avviato dieci anni fa e divenuto noto nel 2011, quando da una coppia nacquero i primi due pulcini. L’esemplare avvistato nei giorni scorsi, nato in Corsica, fu liberato dal parco toscano nel 2009 nell’ambito del progetto.
L’avvistamento del falco pescatore conferma ancora una volta il grande valore naturalistico della Riserva naturale Palude Brabbia, area umida fondamentale per il transito dei migratori tra il nord e il sud Europa. La riserva è il fulcro del progetto “Life TIB” (www.lifetib.it) il cui scopo principale è il ripristino della connessione ecologica che collega le Alpi, in particolare il Parco Campo dei Fiori (a nord di Varese), con i territori del Parco del Ticino, nella Pianura padana.
Al progetto, che vede come capofila la Provincia di Varese, affiancata da Regione Lombardia, LIPU–Birdlife Italia e Fondazione Cariplo, partecipano anche i due Parchi e i trentacinque Comuni varesini il cui territorio è interessato dai corridoi ecologici. Partito nel 2011, durerà fino al 2015: grazie al progetto saranno realizzati sottopassi per la fauna selvatica e avviati importanti interventi di riqualificazione delle zone umide. In previsione vi sono importanti interventi di rinaturalizzazione e di “deframmentazione”, finalizzati a eliminare quegli impedimenti (ponti, ferrovie, strade, autostrade) che costituiscono una barriera artificiale al naturale spostamento sul territorio delle specie animali. Inoltre, proprio nell’area frequentata in questi giorni dal falco pescatore, verranno sperimentate differenti tecniche di rimozione del fior di loto, pianta esotica di origine asiatica, la cui presenza è di ostacolo alla fauna acquatica, così da creare nei prossimi anni un ambiente ancora più ospitale per le specie che sceglieranno di fermarsi nelle acque della Riserva.
“L’avvistamento del falco pescatore - dichiara Massimo Soldarini, del team di progetto – ha un duplice valore: riconosce la palude Brabbia come un’area fondamentale di ristoro per gli uccelli migratori, e conferma l’importanza del progetto Life TIB, che proprio nella Brabbia trova un’area di connessione ecologica importante che collega le Alpi con la pianura e gli Appennini. Un approccio vincente – conclude Soldarini – nel tentativo di ridare spazio alla natura e favorire lo spostamento delle specie sul territorio”
Il falco pescatore (Pandion haliaetus) si è estinto nel nostro Paese a causa dell’urbanizzazione delle aree costiere, della caccia illegale, del saccheggio dei nidi e dell’inquinamento. Negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso fu segnalato come nidificante in numerose zone della Sardegna e della Corsica, nonché alle isole Egadi. L’ultima riproduzione prima dell’estinzione avvenne nel 1977 nel Golfo di Orosei (Sardegna). Dopo il 1980 è stato osservato come svernante in numerose aree del nord e del sud della penisola, oltre che in Sicilia e in Sardegna, dove è presente un’importante popolazione svernante. Nel Mediterraneo la specie si ridusse tra gli anni Settanta e Ottanta a sole 57-75 coppie.
La popolazione europea è pari a 8/10mila coppie (dati 2003), di cui oltre il 50% nidifica nella penisola scandinava. La sua apertura alare può arrivare a un metro e settanta centimetri. Sverna in Africa a sud del Sahara, localmente in Nord Africa, Medio Oriente e nel Mediterraneo.
www.lipu.it

