Riviste
-
Collagene mania, ma funziona davvero? La verità su pelle, articolazioni e promesse anti-age
Collagene mania, ma funziona davvero? La verità su pelle, articolazioni e promesse anti-age
Nelle bevande, sotto forma di polvere, negli alimenti. La proteina più importante del nostro corpo sembra diventata un ingrediente miracoloso[…]
Source: Panorama
-
Il caso Lagarde scuote la Bce: burnout, favoritismi e accuse di censura
Il caso Lagarde scuote la Bce: burnout, favoritismi e accuse di censura
Promozioni di amici, libertà di parola negata, salute dei dipendenti a rischio. Un dossier interno inchioda la numero uno della[…]
Source: Panorama
-
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"L'attore romano torna al cinema con la commedia "Che vuoi che[…]
Source: Gazzetta.it
-
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato""Voglio bene a Michael - spiega l'attore su Facebook - ma l'ultima volta[…]
Source: Gazzetta.it
Quotidiani
-
Luigi “Luca” Esposito, chi è il giornalista sportivo e dirigente regionale ucciso a Eboli nel Salernitano
Luigi “Luca” Esposito, chi è il giornalista sportivo e dirigente regionale ucciso a Eboli nel Salernitano
Per tutti era semplicemente Luca Esposito, anche se all’anagrafe il suo nome era Luigi. Così firmava gli articoli, così si[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
-
Cadavere carbonizzato trovato nella notte a Eboli: è del giornalista Luca Esposito
Cadavere carbonizzato trovato nella notte a Eboli: è del giornalista Luca Esposito
Il corpo è stato rinvenuto questa notte in contrada Cioffi per il rogo in un campo agricolo isolato. Aveva 53[…]
Source: Il Giornale
-
“Non mi sono mai occupata di Garlasco ed è un vanto. Lo farò se si arriverà a processo, ma non con piacere. Chi potrebbe sostituire Federica Sciarelli? Domenico Iannaccone”: così Roberta Petrelluzzi
“Non mi sono mai occupata di Garlasco ed è un vanto. Lo farò se si arriverà a processo, ma non con piacere. Chi potrebbe sostituire Federica Sciarelli? Domenico Iannaccone”: così Roberta Petrelluzzi
L’8 luglio è tornato in onda Un Giorno in Pretura, che non ha bisogno di presentazioni. E non ne ha[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
-
Gad Lerner attacca Cerno e parla di“trasformismo”. La replica: “Transfugo che difende il terrorismo”
Gad Lerner attacca Cerno e parla di“trasformismo”. La replica: “Transfugo che difende il terrorismo”
Lerner accusa Cerno di trasformismo e di aver accompagnato lo spostamento a destra della stampa. Il direttore replica: “Ogni tuo[…]
Source: Il Giornale
-
La fine della “Megxit”: Harry e Meghan pensano al ritorno in Inghilterra
La fine della “Megxit”: Harry e Meghan pensano al ritorno in Inghilterra
Secondo i tabloid sta per finire il sogno americano dei duchi del Sussex. Dopo la recente visita a Buckingham Palace,[…]
Source: Repubblica.it
Giornali Sportivi
Charlie English – Il Book Club della CIA
- Dettagli
- Published on Sabato, 27 Giugno 2026 09:46
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 74
Quanto può essere rivoluzionario leggere un libro? Nella Polonia oppressa dalla Guerra fredda e dal vigile occhio sovietico, sfogliare 1984 di George Orwell non è solo un gesto di ribellione culturale, ma è punibile con la tortura e il carcere. Neppure un simile deterrente, tuttavia, impedì che nei paesi del Blocco orientale circolassero e venissero lette migliaia di opere censurate dal regime, grazie a una rete di case editrici e librai dissidenti supportati da un’operazione di intelligence statunitense nota come «operazione libri». Charlie English ricostruisce la storia di questa «offensiva del pensiero libero e onesto», volta ad abbattere l’isolamento dei paesi dell’Est Europa, e i cui documenti sono tuttora in gran parte secretati. Dalla metà degli anni cinquanta, la CIA finanziò l’invio clandestino di riviste e libri proibiti in URSS – tra cui Aleksandr Solženicyn, Hannah Arendt, Albert Camus, Virginia Woolf – ispirando i militanti dell’opposizione e aiutandoli a lottare per la democrazia e la libertà. Contrabbando, codici segreti e spionaggio sono solo alcuni elementi di un capitolo oscuro della storia contemporanea, che mostra come la forza delle idee riesca a piegare anche la violenza delle armi. E oggi, a distanza di decenni dalla fine della Guerra fredda, mentre la disinformazione minaccia la democrazia come mai prima e l’ombra della censura sta trasformando scuole e biblioteche in luoghi di scontro ideologico, le vicende portate alla luce da English ci ricordano che il ruolo della parola stampata può ancora essere cruciale: «Sono stati i libri a uscire vittoriosi dallo scontro. Il libro è una sorgente di libertà, di pensiero indipendente, di dignità umana… Ci hanno consentito di sopravvivere senza impazzire».
Charlie English, con Il Book Club della CIA, ci propone un coinvolgente e rivelatore volume su quanto possa essere sovversivo il gesto di leggere un libro in contesti di oppressione e censura. Il testo analizza come la semplice fruizione di opere proibite, come 1984 di George Orwell, si configurasse come un atto di ribellione estrema, con il rischio concreto di torture e detenzione.
English ricostruisce con accuratezza e fervore la vicenda poco nota e in parte ancora riservata dell’«operazione libri», un’azione della CIA finalizzata a diffondere in modo clandestino testi e pubblicazioni vietate nei Paesi del Blocco orientale. Grazie a una fitta rete di editori e librai contrari al regime, supportati dall’intelligence americana, opere di autori come Aleksandr Solženicyn, Hannah Arendt e Virginia Woolf riuscivano a raggiungere gli oppositori dei governi autoritari, rafforzando la loro lotta per la libertà e la democrazia.
Il volume intreccia con maestria aspetti di spionaggio, contrabbando e codici cifrati con una riflessione più ampia sul valore delle idee, dimostrando come la parola scritta possa trasformarsi in un’arma contro la repressione brutale. In un’epoca in cui la minaccia della disinformazione e della censura torna a diventare pressante, l’opera di English acquisisce una rilevanza rinnovata: ci ricorda che i libri continuano a essere strumenti fondamentali di libertà, pensiero critico e dignità umana.
Il Book Club della CIA rappresenta quindi non solo un contributo significativo alla conoscenza di un episodio meno esplorato della Guerra fredda, ma anche un invito a riconoscere e tutelare il valore insostituibile del libro quale pilastro della democrazia e della resistenza culturale. Una lettura indispensabile per chi crede nel potere della cultura e nella forza emancipatrice delle idee.
L’Autore:
Charlie English, giornalista e scrittore, è stato editor e responsabile degli Esteri al «Guardian» e ha collaborato con il «New York Times», il «Telegraph» e l’«Independent». Come membro della Royal Geographical Society ha viaggiato in tutto il mondo, scrivendo numerosi reportage e saggi, tra cui I ladri di libri di Timbuctù (2017).

Charlie English
Il Book Club della CIA
L'operazione segreta che ha deciso la Guerra fredda
Marsilio Editori
pp. 368, 1° ed.
2026
Gli specchi
9788829794126
19,00 euro
Per ulteriori info:
https://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/2979412/il-book-club-della-cia

