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Kimi Antonelli e Jannik Sinner nella lista Time delle 100 personalità più influenti dello sport. L'eccellenza italiana conquista il mondo
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Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"L'attore romano torna al cinema con la commedia "Che vuoi che[…]
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Quotidiani
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Achille Lauro apre le porte del suo paradiso ai 60mila all’Olimpico. Gavetta e successo: “Il mio primo concerto? Nessuno mi faceva suonare, mi affittavo il locale, pagavo le guest e mi mettevo in scaletta”
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Sul palco dello stadio Olimpico di Roma di Achille Lauro, mercoledì 10 giugno, davanti a 60mila spettatori come dichiarato dall’organizzatore,[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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Infantino: “Non mi pento di questi Mondiali, senza Trump non sarebbero stati possibili”
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Il presidente della Fifa alla vigilia della gara d’apertura parla anche del caro biglietti: “Meno cari rispetto a quelli degli[…]
Source: Repubblica.it
Giornali Sportivi
Fabio De Felice, Roberto Race – Il futuro non è un algoritmo
- Dettagli
- Published on Sabato, 09 Maggio 2026 13:43
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 81
L’innovazione coincide davvero con il progresso? Va accolta senza eccezioni o esistono limiti oltre i quali l’uomo rischia di subirla? Il futuro non è un algoritmo. Viaggio tra tecnologia, crisi e desiderio di senso, saggio di Fabio De Felice e Roberto Race (pubblicato da Luiss University Press, nella collana Bellissima, con prefazione di Gianluca Comandini e postfazione di Vincenzo Paglia) muove da questo nodo centrale del nostro tempo per provare ad affrontare la sfida posta all’umanità dall’intelligenza artificiale. Senza pretendere di fornire risposte definitive, il volume si propone piuttosto come una guida per orientarsi nella molteplicità delle trasformazioni che incidono sulla società del lavoro, sugli stili di vita, sulla dimensione etica e politica del vivere comune, fino a interrogare la stessa identità umana, sempre più esposta a processi di ibridazione con la robotica e l’IA. Dopo Il Mondo Nuovissimo sempre edito da Luiss University Press, in cui l’indagine era prevalentemente condotta in chiave filosofico-antropologica, De Felice e Race riprendono l’analisi a partire dalle riflessioni di Kranzberg, mettendo in evidenza il ruolo attivo e decisivo dell’uomo nell’indirizzare lo sviluppo tecnologico. Governare la tecnologia significa scegliere le differenti direzioni in relazione alle esigenze e ai desideri di un’umanità che intende continuare a dare senso alla propria esistenza, evitando di smarrirsi in una virtualità che riduce il pensiero a una connessione permanente, in una realtà mediata incessantemente da smartphone e computer, nel cuore di un capitalismo della sorveglianza che agisce in modo invasivo e predittivo, sottraendo spazio alla libertà interiore e alla consapevolezza dei singoli passaggi. Gli autori accompagnano il lettore attraverso un’ampia rassegna delle applicazioni dell’IA: dalla formazione alla sanità, dalla giustizia alle smart city, dall’arte “aumentata” alle forme di partecipazione civica. Il progresso tecnologico, nella misura in cui contribuisce a migliorare la qualità della vita, appare inesorabile. Il volume ne restituisce una ricognizione puntuale: coltivazioni ottimizzate con uso ridotto di risorse idriche e insetticidi; sistemi di regolazione del traffico capaci di ridurre i flussi; strumenti digitali per la prevenzione sanitaria; smaltimento più rapido dei carichi giudiziari; piattaforme che favoriscono il coinvolgimento dei cittadini nella progettazione urbana; modelli di didattica personalizzata orientati a ridurre i divari sociali. La ricchezza degli esempi rende il saggio uno strumento utile per comprendere potenzialità e limiti di una tecnologia che ha già trasformato il presente e si avvia a incidere sul futuro prossimo. Gli autori tracciano, per ciascun ambito della vita sociale, i percorsi attraverso cui l’IA può contribuire a migliorare o, al contrario, a compromettere le condizioni dell’esistenza, tenendo insieme riflessione teorica e applicazioni concrete, questioni etiche ed esempi operativi, prospettive utopiche e possibili derive distopiche. Ne emerge un invito a proseguire la riflessione in modo vigile e partecipe: una responsabilità che, come sottolineano De Felice e Race, riguarda direttamente ogni singolo individuo.
“Dobbiamo soffermarci e guardare la realtà che si presenta come uno specchio che riflette ciò che siamo, le nostre intenzioni, le nostre paure, la qualità delle nostre relazioni. Perché la tecnologia, in fondo, non è mai neutra: porta con sé una visione dell’uomo e del mondo. L’intelligenza artificiale, gli algoritmi, le piattaforme che organizzano il lavoro, l’informazione, la scuola, la democrazia, interrogano il nostro modo di stare insieme. Ci chiedono non solo cosa possiamo fare, ma cosa vogliamo custodire. In questo spazio di domande si gioca una responsabilità collettiva. Il futuro non è scritto dai codici, ma dalle scelte che li guidano.” — Mons. Vincenzo Paglia
L’innovazione tecnologica coincide davvero con un autentico progresso? Deve essere accolta senza riserve oppure esistono confini invalicabili oltre i quali l’essere umano rischia di esserne sopraffatto? Come anticipato, Il futuro non è un algoritmo. Viaggio tra tecnologia, crisi e desiderio di senso, il saggio scritto da Fabio De Felice e Roberto Race prende le mosse proprio da queste fondamentali domande che definiscono la contemporaneità per confrontarsi con la sfida epocale posta dall’intelligenza artificiale.
Il libro non ambisce a offrire soluzioni assolute o verità immutabili; piuttosto, si propone come un percorso di orientamento attraverso la complessità delle trasformazioni che permeano la società contemporanea, toccando ambiti cruciali quali il mondo del lavoro, gli stili di vita, le questioni etiche e politiche che regolano la convivenza, fino ad interrogare in profondità la stessa natura dell’identità umana, sempre più coinvolta in processi di ibridazione con le tecnologie robotiche e computazionali.
Dopo il precedente Il Mondo Nuovissimo — anch’esso edito da Luiss University Press — nel quale l’indagine era condotta soprattutto da un punto di vista filosofico e antropologico, De Felice e Race riprendono il loro discorso rifacendosi alle teorie di Kranzberg, mettendo al centro il ruolo attivo, indispensabile e forse decisivo dell’essere umano nell’orientare lo sviluppo tecnologico. Governare la tecnologia significa infatti scegliere consapevolmente le traiettorie da seguire, in relazione ai bisogni e ai desideri di un’umanità che desidera preservare il senso profondo della propria esistenza, evitando di smarrirsi in una condizione di virtualità permanente, ridotta a continua connessione digitale mediata da smartphone e computer.
Questa condizione si colloca nel cuore di un capitalismo della sorveglianza altamente invasivo e predittivo, che tende a sottrarre spazio alla libertà interiore, alla contemplazione e alla consapevolezza dei passaggi che caratterizzano la realtà vissuta. In tale contesto, gli autori accompagnano il lettore attraverso un’approfondita panoramica delle applicazioni dell’intelligenza artificiale, analizzandone le implicazioni nei settori della formazione, della sanità, della giustizia, della progettazione urbana con le smart city, dell’arte “aumentata” e delle nuove forme di partecipazione civica.
Il progresso tecnologico, nella misura in cui riesce a migliorare concretamente la qualità della vita, appare inarrestabile. Il volume ne offre una ricognizione dettagliata e rigorosa: coltivazioni agricole sempre più efficienti che utilizzano meno acqua e pesticidi, sistemi intelligenti di gestione del traffico capaci di ottimizzare i flussi veicolari, strumenti digitali per la prevenzione e la diagnosi precoce in ambito sanitario, snellimento e accelerazione delle procedure giudiziarie, piattaforme digitali che incentivano l’interazione e la collaborazione dei cittadini nei processi di pianificazione urbana, metodi di insegnamento personalizzati volti a ridurre le disuguaglianze sociali.
La pluralità e la ricchezza degli esempi fanno di questo saggio uno strumento prezioso per comprendere appieno sia le potenzialità che i limiti di una tecnologia che ha già plasmato il presente e che si prepara a incidere profondamente sul nostro futuro prossimo. Per ogni ambito esaminato, gli autori tracciano con rigore i possibili scenari, delineando come l’IA possa rappresentare una risorsa per migliorare la qualità delle condizioni di vita o, al contrario, tradursi in una minaccia capace di compromettere la dignità e l’autonomia umana.
Gli Autori:
Fabio De Felice - Professore di ingegneria all’Università degli Studi di Napoli Parthenope, imprenditore “seriale” e fondatore di Protom. È componente della taskforce Digitalization del B20, il Business Forum del G20. È autore di numerose pubblicazioni sulle sfide della digital transformation.
Roberto Race - È consulente in corporate e reputation strategy per multinazionali e alcune delle più dinamiche imprese. Giornalista, ha promosso think tank e fondazioni. È segretario generale di Competere.Eu e membro della Taskforce Finance & Infrastructure del B20, il Business Forum del G20.

Fabio De Felice / Roberto Race
Il futuro non è un algoritmo
Viaggio tra tecnologia, crisi e desiderio di senso
Prefazione di Gianluca Comandini
Postfazione di Vincenzo Paglia
LUISS University Press
paperback: 9791255963684-791255963686
Collana: Koinè
Uscita: Aprile 2026
Paperback
Euro 18,00
Per ulteriori info:

