Riviste
-
Dalle passerelle alla spiaggia, perché tutti parlano dei costumi da bagno dell’estate 2026
Dalle passerelle alla spiaggia, perché tutti parlano dei costumi da bagno dell’estate 2026
Tra texture sofisticate, dettagli crochet, silhouette rétro e influenze sportive, i costumi da bagno dell'estate 2026 trasformano il beachwear in[…]
Source: Panorama
-
Da fenomeni a icone globali: Antonelli e Sinner nella Top 100 degli sportivi più influenti
Da fenomeni a icone globali: Antonelli e Sinner nella Top 100 degli sportivi più influenti
Kimi Antonelli e Jannik Sinner nella lista Time delle 100 personalità più influenti dello sport. L'eccellenza italiana conquista il mondo
Source: Panorama
-
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"L'attore romano torna al cinema con la commedia "Che vuoi che[…]
Source: Gazzetta.it
-
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato""Voglio bene a Michael - spiega l'attore su Facebook - ma l'ultima volta[…]
Source: Gazzetta.it
Quotidiani
-
Gli Usa: "Iniziati attacchi contro diversi target in Iran". Hegseth: "Raid potenti e netti"
Gli Usa: "Iniziati attacchi contro diversi target in Iran". Hegseth: "Raid potenti e netti"
Tre ondate di attacchi Usa in Iran: "Colpite basi militari e radar". Teheran fa scattare la rappresaglia. Il monito di[…]
Source: Il Giornale
-
Achille Lauro apre le porte del suo paradiso ai 60mila all’Olimpico. Gavetta e successo: “Il mio primo concerto? Nessuno mi faceva suonare, mi affittavo il locale, pagavo le guest e mi mettevo in scaletta”
Achille Lauro apre le porte del suo paradiso ai 60mila all’Olimpico. Gavetta e successo: “Il mio primo concerto? Nessuno mi faceva suonare, mi affittavo il locale, pagavo le guest e mi mettevo in scaletta”
Il paradiso terrestre, una bellissima Eva circondata dalle divinità, il diavolo tentatore nei panni del serpente, il morso della mela,[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
-
Guerra in Iran, le news. Axios: “Iniziati i raid Usa sull’Iran, esplosioni sull’isola di Kish”
Guerra in Iran, le news. Axios: “Iniziati i raid Usa sull’Iran, esplosioni sull’isola di Kish”
Trump: “Ci trattano da cretini, attaccheremo”. Aereo statunitense colpisce una petroliera nel Golfo dell’Oman, dispersi tre marinai indiani: Nuova Delhi[…]
Source: Repubblica.it
-
Achille Lauro e Antonello Venditti all’Olimpico di Roma duettano in anteprima su “Che tesoro che sei”. Poi i cori per “Notte prima degli esami” – IL VIDEO
Achille Lauro e Antonello Venditti all’Olimpico di Roma duettano in anteprima su “Che tesoro che sei”. Poi i cori per “Notte prima degli esami” – IL VIDEO
Sul palco dello stadio Olimpico di Roma di Achille Lauro, mercoledì 10 giugno, davanti a 60mila spettatori come dichiarato dall’organizzatore,[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
-
Infantino: “Non mi pento di questi Mondiali, senza Trump non sarebbero stati possibili”
Infantino: “Non mi pento di questi Mondiali, senza Trump non sarebbero stati possibili”
Il presidente della Fifa alla vigilia della gara d’apertura parla anche del caro biglietti: “Meno cari rispetto a quelli degli[…]
Source: Repubblica.it
Giornali Sportivi
Massimo Baioni, Federico Carlo Simonelli - Gorizia e la memoria della Grande guerra - Un museo per la "città santa" (1924-1968)
- Dettagli
- Published on Sabato, 18 Aprile 2026 18:24
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 65
L’8 giugno 1924 veniva inaugurato il museo della Redenzione di Gorizia. Frutto del lungo lavoro del direttore Giovanni Cossar, l’istituzione si ergeva a luogo di memoria dell’irredentismo e della Grande guerra. La complessità storica propria di un territorio di confine era sacrificata alla volontà di esibire le radici profonde dell’italianità mediante la forza evocativa di immagini e cimeli. Ipotecando il racconto sul conflitto, il regime fascista influenzò largamente le modalità e i contenuti della rappresentazione museale, come evidenzia l’allestimento del 1938. Non fu facile liberarsi di tale eredità. Nel nuovo contesto dell’Italia democratica e repubblicana, il museo cercò di recuperare un profilo meno connotato sul piano politico, dovendosi confrontare con le grandi trasformazioni che investivano anche i tradizionali miti patriottici. Grazie a una vasta documentazione d’archivio e a stampa, il libro ripercorre la vita del museo dal 1924 al 1968, ne esplora le fasi più significative, gli attori, le scelte espositive, il rapporto con la società locale e nazionale.
"Gorizia e la memoria della Grande guerra - Un museo per la 'città santa' (1924-1968)", a cura di Massimo Baioni e Federico Carlo Simonelli, propone un esame minuzioso e coinvolgente dell'evoluzione di un simbolo identitario: il Museo della Redenzione di Gorizia. L'indagine si concentra sul segmento temporale decisivo che va dal 1924 al 1968, un lasso di tempo che racchiude la genesi del museo sotto il regime fascista e le sue successive metamorfosi nell'Italia democratica e repubblicana.
L'inaugurazione, avvenuta l'8 giugno 1924, segna il momento fondativo di questa entità, scaturita dalla visione pionieristica del suo primo direttore, Giovanni Cossar. L'istituzione si prefiggeva fin da subito di fungere da custode della memoria dell'irredentismo e della Grande Guerra, un motivo di profondo significato per una città come Gorizia, situata in una fascia territoriale di frontiera intrisa di sfumature storiche.
Baioni e Simonelli evidenziano con chiarezza come, sin dalle sue origini, la narrazione proposta dal museo sia stata fortemente orientata dalla volontà di celebrare le fondamenta storiche dell'italianità, talvolta a sacrificio della pienezza della storia locale. Il regime fascista, in particolare, ha impresso la sua impronta distintiva sulla modalità di rappresentazione museale, privilegiando la rievocazione nazionalistica attraverso oggetti e immagini. L'allestimento del 1938 viene proposto come testimonianza esemplare di questo imprinting ideologico, che ha rappresentato un ostacolo significativo per l'istituzione nel suo percorso di emancipazione da tale retaggio.
Il volume approfondisce con scrupolo documentale le vicissitudini che il museo ha dovuto affrontare nel periodo post-bellico. Nel nuovo scenario dell'Italia democratica, l'ente ha intrapreso un difficile cammino verso la conquista di un'identità più neutra sul piano politico, dovendo confrontarsi con i profondi mutamenti sociali e culturali che hanno interessato anche le consuete narrazioni patriottiche.
In ultima analisi, "Gorizia e la memoria della Grande guerra" si configura come uno studio indispensabile per chiunque intenda afferrare non solo la cronaca di un singolo museo, ma anche le dinamiche generali della memoria collettiva, del processo di edificazione dell'identità nazionale e del valore degli spazi dedicati alla commemorazione nell'Italia del Novecento. Il libro offre una prospettiva di grande valore su come un'entità culturale possa trasformarsi in specchio e arena di confronto per ideologie, trasformazioni sociali e sconvolgimenti storici.
Indice:
Presentazione di Alessandra Martina
Prologo
1. Esibire l’italianità. Il museo della Redenzione, origini e sviluppi nell’Italia fascista
Irredentismo ed esperienza di guerra: Giovanni Cossar e il museo della Redenzione/L’inaugurazione e la sacralizzazione della città/Reti e presenza sociale negli anni del consenso
2. Una «Mostra permanente di cimeli guerreschi». L’allestimento del 1938
Verso un nuovo museo. Il modello della Mostra della Rivoluzione fascista/Da Gorizia all’Italia imperiale. Il museo della Guerra e della Redenzione/«Qui il Duce si è fermato e lungamente». Apogeo e crisi negli anni del conflitto
3. Una difficile ripartenza. Il museo nell’Italia repubblicana
Tornare al 1915-18: oltre la militanza/La memoria della guerra nella “grande trasformazione”/Una realtà piccola ma vivace
4. Doni, donatrici, donatori
Un fatto sociale/La ricerca di un’origine/Dono e lutto/Generali e celebrità in prima linea/Spoglie di guerra/Fine di una stagione
Appendice documentaria
A1. L’inaugurazione del museo della Redenzione, giugno 1924
A2. Relazione dell’anno 1938
A3. Richiesta di documenti all’Heeresgeschichtliches Museum di Vienna, 1937
A4. Indicazioni del preside della Provincia di Gorizia alla direzione del museo, 1939
A5. L’inaugurazione della mostra per il quarantennale della vittoria, 1958
A6. Immagini e appunti dalla raccolta di Paolo Caccia Dominioni, 1958
A7. Lettere degli studenti
Memorie di un museo. Il racconto della Grande guerra, 1924-2024 a cura di Alessandra Martina
Bibliografia
Indice dei nomi
Autori:
Massimo Baioni - Insegna Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano.
Federico Carlo Simonelli - È assegnista di ricerca in Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano ed è stato consulente scientifico della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani. Tra le sue pubblicazioni, D’Annunzio e il mito di Fiume. Riti, simboli, narrazioni (Pacini, 2021).

Gorizia e la memoria della Grande guerra
Un museo per la "città santa" (1924-1968)
Massimo Baioni, Federico Carlo Simonelli
Carocci Editore
Edizione: Aprile 2026
Collana: Studi Storici Carocci
ISBN: 9788829035601
Pagine: 168
Prezzo: 19,00 €
Per ulteriori info:

