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Giornali Sportivi
Yaryna Grusha – Kharkiv
- Dettagli
- Published on Giovedì, 02 Aprile 2026 11:21
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 95
Celebre per la sua vivacità, rifugio degli intellettuali, protagonista della tragedia dell’Holodomor, nel corso della storia Kharkiv è stata molte cose. La seconda città ucraina per numero di abitanti ha prodotto cultura, scienza e istruzione in quantità. Da qui provengono famosi fisici, matematici, microbiologi e premi Nobel. Mentre i suoi edifici storici svelano l’anima della città: dalle chiese più antiche al moderno Derzhprom, simbolo di resistenza, fino allo Slovo, ex residenza di artisti trasformata in prigione. Ieri come oggi Kharkiv continua a lottare contro l’incombente minaccia degli appetiti imperialistici russi. A quattro anni dall’inizio dell'invasione russa su vasta scala, Paesi Edizioni presenta “Kharkiv” di Yaryna Grusha, nuovo titolo della collana Città Geopolitiche. Il volume è un saggio narrativo che racconta Kharkiv come spazio urbano, politico e simbolico, osservato dall’interno di una guerra che non è solo militare ma anche culturale e identitaria. «Kharkiv ha saputo trasformare la sua polifonia, la sua multiculturalità e multireligiosità in una forza indistruttibile, alimentata proprio da questi numerosi strati che si posano uno sopra l’altro come i piani dei casermoni nelle periferie della città. Le lezioni imparate dalla storia degli edifici diventano utili per la sopravvivenza odierna, e i cosacchi di ieri, che costruivano le cattedrali e cercavano la loro indipendenza dall’Impero russo, diventano i poeti di oggi, che scelgono di proteggere la loro città con le parole, affidate all’eternità, e con le armi in mano, cercando di garantire quella stessa eternità». Posizionata a solo trentaquattro chilometri dal confine russo, Kharkiv è una delle città più colpite dalla balistica russa e insieme uno dei principali nodi civili e logistici del Paese. Qui transitano rifornimenti, reti di volontariato, evacuazioni e una quotidianità costretta a riorganizzarsi sotto l’urgenza costante degli allarmi. Grusha descrive la guerra russa contro l’Ucraina come un progetto di cancellazione. Colpire scuole, infrastrutture, archivi, musei e biblioteche significa tentare di “riscrivere” lo spazio pubblico e la memoria collettiva. È una narrazione che intreccia storia urbana, architettura e cultura, dalla fondazione di Kharkiv come città di frontiera all’Holodomor, dalla repressione staliniana, che culmina nello sterminio degli abitanti della Casa della Cultura Slovo, alla Seconda guerra mondiale, fino all’indipendenza ucraina, alle mobilitazioni di Euromaidan e all’invasione russa iniziata nel 2022, mostrando come gli edifici possano diventare “testi” da leggere che raccontano tragedia e coraggio. Kharkiv emerge così come laboratorio di pluralità. Un crocevia di popoli, lingue e fedi, città di università e avanguardie, ma anche luogo in cui l’identità ucraina si è formata e difesa, ieri contro le politiche di russificazione, oggi contro l’aggressione armata. Tra le tante voci che popolano il libro, anche quella della scrittrice Victoria Amelina: «Sono io in questa immagine. Sono un’autrice ucraina. Ho delle foto di autori ucraini stampate sulla mia borsa. Una come me dovrebbe fare le foto dei libri, dell’arte, del mio piccolo figlio, e invece sto documentando i crimini di guerra russi e ascoltando il suono dei bombardamenti, non delle poesie lette ad alta voce. Perché?».
Il libro Kharkiv di Yaryna Grusha è dunque un'opera che combina con maestria saggio storico, racconto culturale e analisi politica per narrare non solo una città, ma un'essenza. Kharkiv, la seconda città dell'Ucraina per dimensioni, prende vita tra le pagine come un luogo pulsante, sfaccettato e ricco di simbolismo, che rappresenta il cuore vitale di una nazione impegnata nella difesa della propria sopravvivenza e identità.
Grusha non si limita a tratteggiare una città dalle mille sfumature, ma ne esplora i recessi più profondi attraverso un itinerario che spazia dalle origini di Kharkiv come avamposto di confine fino ai tormenti della guerra odierna. La narrazione è intrisa di significato, con un intreccio che mette in comunicazione passato e presente. Gli edifici storici fungono da testimoni silenziosi, ma eloquenti, dei drammi e delle vittorie di questa comunità: dalle antiche chiese, simboli di fede, al Derzhprom, icona modernista di resistenza, sino allo Slovo, un tempo rifugio per artisti e oggi tragico monumento alle repressioni staliniane.
La forza dell’opera risiede nella sua abilità di trasformare la città in una lente attraverso cui osservare la storia, la cultura e la geopolitica ucraina. Kharkiv si rivela dunque un crocevia di identità e diversità, una città che ha accolto nel tempo popoli, lingue e religioni differenti, trasformando questa varietà in una fonte di ricchezza. È proprio questa polifonia a fare di Kharkiv un baluardo contro l’annientamento culturale.
Il libro, edito nella collana Città Geopolitiche di Paesi Edizioni, è anche un toccante omaggio alla tenacia degli abitanti di Kharkiv. Attraverso testimonianze autentiche e personali – come quella della scrittrice Victoria Amelina – Grusha ci trasmette il dramma umano della guerra, ma al contempo la sorprendente capacità di resistere e adattarsi. In questo contesto, una quotidianità reinventata sotto i bombardamenti si trasforma in un atto di ribellione.
Uno degli aspetti più importanti dell’opera è la capacità di Grusha di leggere gli edifici come veri e propri "testi", carichi di valore simbolico. Ogni angolo della città narra storie di coraggio e sofferenza, e il lettore viene condotto in un viaggio attraverso una mappa simbolica che va dall’Holodomor alla Seconda Guerra Mondiale, dalle proteste di Euromaidan fino all'invasione russa del 2022. Questi strati di memoria e identità si intrecciano, proprio come i piani dei palazzi nelle periferie, dando vita a uno scenario complesso ma straordinariamente unitario.
Kharkiv è ben più di un semplice saggio narrativo: è un inno alla resistenza, un tributo alla cultura ucraina e una riflessione profonda sul ruolo della memoria e dello spazio urbano nella costruzione del senso identitario di una nazione. Yaryna Grusha riesce a catturare tra le righe non solo il dolore di una città ferita e martoriata, ma anche la sua indomabile volontà di preservare ciò che la rende unica. Chi desidera comprendere le radici profonde del conflitto ucraino e il significato universale della resilienza umana troverà in quest’opera una guida stimolante e intensa.
L’Autrice:
Yaryna Grusha è una scrittrice, traduttrice e pubblicista ucraina naturalizzata italiana. Insegna lingua e letteratura ucraina presso l’Università di Milano. Insieme al collega Alessandro Achilli ha curato e co-tradotto la prima antologia di poesia ucraina in italiano, Poeti d’Ucraina, pubblicata da Mondadori nel 2022. Nel 2023 ha curato la prima guida letteraria ucraina in italiano, Dimensione Kyiv, per Rizzoli. Ha curato il manoscritto della scrittrice ucraina uccisa nella strage di Kramatorsk, Victoria Amelina, pubblicato in Italia per Guanda (2025). Il suo romanzo d’esordio, L’Album Blu, è uscito per Bompiani nel 2026. I suoi testi sono apparsi su la Repubblica, il Foglio Review e Linkiesta.

Kharkiv
Yaryna Grusha
Paesi Edizioni
Collana: Città Geopolitiche
Tema: Ucraina
Uscita: 3 aprile 2026
Pagine:132
ISBN:9791255411222
€ 16,00
Per ulteriori info:

