Riviste
-
L’illusione dell’atomo: quando l’Italia (nel 1976) sognava venti centrali nucleari
L’illusione dell’atomo: quando l’Italia (nel 1976) sognava venti centrali nucleari
Cinquanta anni fa, alla Fiera di Milano del '76 l'Enel celebrava l'energia atomica come soluzione alla crisi. Ecco la storia[…]
Source: Panorama
-
Pilota per un giorno, voli gratuiti per l’inclusività
Pilota per un giorno, voli gratuiti per l’inclusività
La pattuglia WeFly! Team protagonista a Milano con l’iniziativa organizzata con Aero Club di Milano e il supporto dell’Aeronautica Militare.[…]
Source: Panorama
-
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"
Leo, lo scandalo è 2.0 "E voi che prezzo avete?"L'attore romano torna al cinema con la commedia "Che vuoi che[…]
Source: Gazzetta.it
-
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato"
Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato""Voglio bene a Michael - spiega l'attore su Facebook - ma l'ultima volta[…]
Source: Gazzetta.it
Quotidiani
-
Guerra in Iran, le news. Netanyahu scioccato dal post di Trump: “Chieste spiegazioni”
Guerra in Iran, le news. Netanyahu scioccato dal post di Trump: “Chieste spiegazioni”
Missione dei volenterosi a Hormuz. Trump: “Nato inutile, stia alla larga”. Teheran: “Lo Stretto aperto per tutta la durata della[…]
Source: Repubblica.it
-
Tutto facile per l’Inter: Cagliari battuto 3-0 grazie ai gol di Thuram e Barella
Tutto facile per l’Inter: Cagliari battuto 3-0 grazie ai gol di Thuram e Barella
I nerazzurri di Chivu si sbarazzano dei sardi, continuando la striscia di risultati. Decisive per le realizzazioni del francese e[…]
Source: Il Giornale
-
Guardia di finanza, sindacati vs governo: «Basta slogan, sul contratto solo mance e manovre spot»
Guardia di finanza, sindacati vs governo: «Basta slogan, sul contratto solo mance e manovre spot»
Scontro totale sul rinnovo 2025-2027: i sindacati Silf, Usif e Siaf bloccano le trattative. Il segretario Zavattolo: «Umiliata la nostra[…]
Source: Repubblica.it
-
Terremoto Netflix, il cofondatore Reed Hastings lascia il timone: crollano le azioni
Terremoto Netflix, il cofondatore Reed Hastings lascia il timone: crollano le azioni
In una lettera inviata agli investitori è stato annunciato che Hastings non si ricandiderà alle elezioni per il consiglio di[…]
Source: Il Giornale
-
Addio a Oscar Schmidt, leggenda del basket mondiale e simbolo del Brasile. Fu la star della Juve Caserta
Addio a Oscar Schmidt, leggenda del basket mondiale e simbolo del Brasile. Fu la star della Juve Caserta
È morto a 68 anni Oscar Schmidt, uno dei più grandi cestisti della storia e icona assoluta dello sport brasiliano.[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
Giornali Sportivi
Intervista con Dario Scopesi – Essence Quartet
- Dettagli
- Published on Mercoledì, 13 Settembre 2017 15:09
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 1220
Si intitola Here & Now il primo disco degli Essence Quartet pubblicato nel settembre 2017 dall’etichetta Emme Record Label. Un progetto poliedrico, dalle mille sfaccettature in cui il jazz si fonde con diversi stili, spaziando tra il rock progressive, il funky e suoni più allegati alla tradizione. Dario Scopesi, contrabbassista della band, ci ha raccontato questo progetto.
Per cominciare parliamo della nascita del quartetto e del progetto The Essence Quartet: come è cominciata questa avventura che ha portato alla nascita del disco?
Ci siamo incontrati durante il Torino Jazz Festival del 2015 partecipando a una master class della Juilliard School di New York. Durante quella settimana abbiamo avuto occasione di suonare qualche standard insieme trovando subito l’intesa giusta. Da lì il passo è stato breve e abbiamo deciso di costituire un quartetto. Tutti noi stavamo attraversando una fase creativa, ognuno di noi stava scrivendo le proprie composizioni e aveva voglia di proporle agli altri. Queste idee sono confluite nel progetto e ne è nato subito un sound che abbiamo fatto nostro: attento alla tradizione ma volto anche a sonorità più moderne e intimiste.
Quali sono invece le caratteristiche principali di Here & Now e le peculiarità che contraddistinguono questo progetto?
Here & Now è un disco collettivo, frutto dell’estro di ciascuno di noi. Emanuele e Sara sono state le penne più prolifiche, ma anche io e Antonio abbiamo contribuito al materiale originale e credo che l’elemento interessante sia proprio questo: quattro personalità diverse, ma tutte focalizzate verso un sound comune. Quello che secondo me emerge in questo disco è il contrasto virtuoso tra tradizione, sobrietà, pulizia del suono da un lato e densità melodica, aggressività ritmica dall’altro. Tutto l’ascolto è caratterizzato da questo dualismo.
Ascoltando tutte le composizioni abbiamo riscontrato la presenza di linguaggi e forme di jazz differenti. E’ un punto di forza della band? (se si Perché)
Quando tutti i musicisti sono anche autori è normale che questo succeda. Ognuno interpreta il sound secondo il proprio gusto, i propri ascolti e le proprie esperienze. Here & Now ha radici mainstream, venature funk e atmosfere di jazz modale, ma l’obiettivo è fare sì che tutto confluisca in un progetto omogeneo. Credo che questo sia non solo un punto di forza, ma anche uno stimolo per creare qualcosa di inaspettato, in primis per noi.
Abbiamo notato anche che ognuno di voi si approccia al jazz e anche all’improvvisazione in modo differente e comunque molto creativo. E’ anche questo un elemento importante degli Essence Quartet?
E’ un grande complimento, grazie. Credo che la creatività sia l’obiettivo più difficile da raggiungere e mantenere per un musicista. Si cerca sempre di intavolare un discorso con la propria musica, di dire qualcosa a chi ascolta, qualcosa che sia interessante. Lo scopo di scrivere musica originale è mettere per iscritto quello che si è in quel momento e in quel luogo, e anche per noi è stato lo stimolo per registrare H&N. Avevamo un certo numero di brani che ci rispecchiavano in quel preciso momento, da qui il titolo del disco: è qui e adesso che noi stiamo facendo la nostra musica. Ognuno ha la propria personalità e il proprio linguaggio, che però viene anche influenzato da diversi elementi, a partire dagli altri musicisti e dal loro modo di suonare. Basta ascoltare le alternate take dei grandi del jazz per accorgersi di quanto questo sia vero.
Visto che si parla spesso di commistioni di stili e linguaggi, di avanguardie e nuove frontiere, una domanda di carattere generale: dove sta andando il jazz in questo periodo storico?
Questa è una domanda davvero complicata! Non credo che ci sia una strada univoca, ma penso sia importante conservare lo stimolo alla ricerca di sonorità personali e alla commistione di generi e linguaggi, che è alla base del jazz. Difficile dire quali siano gli ingredienti giusti…ognuno deve cercare la propria strada e credere nella musica che fa. E’ importante anche ascoltare e suonare con musicisti di estrazione diversa, soprattutto nel jazz dove l’interplay è la linfa vitale.
Parlando sempre di questo periodo, pensate che la commistione di stili e la fusione di linguaggi sia un elemento positivo?
Certo, assolutamente. La mescolanza di linguaggi in generale è un punto di forza per qualsiasi progetto che voglia proporre un contributo originale, ma tutto deve confluire in un sound il più possibile identificativo.
Chiudiamo con qualcosa di concreto parlando prossimi concerti che vi vedranno impegnati: volete lasciarci qualche coordinata?
Sì, volentieri. Saremo impegnati al Caffè Neruda di Torino il 24/9, poi partiremo per Madrid per una settimana di concerti dall’1 al 6 novembre e torneremo a Torino per suonare al Jazz Club l’11/11. C’è molto altro che bolle in pentola, potete trovare tutte le news sulla nostra pagina FB “https://www.facebook.com/theessencequartet/ e sul nostro sito web www.theessencequartet.com/ .

