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Source: Panorama
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Un caso sospetto anche a Messina: due in quarantena obbligatoria e una donna ricoverata in terapia intensiva a Parigi. Il[…]
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Source: Gazzetta.it
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Val Kilmer: "Non ho il cancro Douglas malinformato""Voglio bene a Michael - spiega l'attore su Facebook - ma l'ultima volta[…]
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Quotidiani
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Cgil sconfessata: riforma Irpef e cuneo hanno impedito l'aumento del prelievo
Source: Il Giornale
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Stop incentivi per chi sottopaga: smontate le bufale del sindacato
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Il decreto Primo Maggio penalizza i datori di lavoro scorretti. Ma il sindacato rosso prova ad azzopparlo
Source: Il Giornale
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“Qui oggi celebriamo il coraggio, la libertà e il feroce atto della creazione!”. È stata la voce potente e decisa[…]
Source: Il Fatto Quotidiano
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Roma continua ad affascinare le grandi star internazionali e, questa volta, a lasciarsi conquistare sarebbero stati Michael Douglas e Catherine[…]
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Il turista britannico resterà comunque in isolamento fino al 6 giugno. Intanto il ministero della Salute alza il livello di[…]
Source: Repubblica.it
Giornali Sportivi
Intervista con la songwriter ligure Chiara Ragnini
- Dettagli
- Published on Venerdì, 31 Marzo 2017 11:04
- Scritto da Andrea Turetta
- Visite: 844
Un colpo di pistola è il nuovo singolo di Chiara Ragnini La songwriter ligure torna con una canzone a cavallo fra drum'n'bass e rock, corredato da un video dalle immagini forti, che anticipa il nuovo album, La Differenza, in uscita il 28 aprile per CREA Media su distribuzione Sounday. Il singolo, come l'album, è stato registrato presso l'Ithil World Recording Studio di Imperia ed affidato al sound engineer Giovanni Nebbia al mixing e mastering (Romina Falconi, Dardust, Nesli, Eugenio Finardi) e vede la partecipazione di Max Matis al basso e la produzione del giovane beatmaker Roggy Luciano al fianco di Chiara negli arrangiamenti. Ecco l’intervista gentilmente rilasciata dalla giovane e valente artista…
E’ uscito il tuo nuovo singolo, “Un colpo di pistola”. Un sound di forte impatto ed energia che lascia pensare che nell’ album che uscirà prossimamente ci sarà spazio per la potenza del rock dopo il tuo esordio acustico?
Certamente: questo disco segna davvero un distacco netto con quanto ho proposto sino ad ora ed è rappresentativo al massimo del mio progetto musicale. Credo di aver finalmente trovato la giusta dimensione, oltre al coraggio di rivelare anche gli aspetti meno dolci della mia personalità. Gli arrangiamenti del disco oscillano fra l'electro-pop ed il rock, anche se non mancano le canzoni più leggere e delicate, ma sempre con la giusta dose di energia.
C’è da dire comunque che l’argomento trattato in “Un colpo di pistola”, doveva essere trattato con energia…
Si, decisamente, per diversi motivi: è in assoluto il pezzo più rock dell'album, seguito da Un angolo buio (che sentirai), e l'obbiettivo era proprio quello di spiazzare, dal punto di vista del sound e dei contenuti. Mi interessa molto far capire che si può essere cantautori, nel senso più ampio del termine, anche indossando il vestito buono e le scarpe nuove per la festa. Io mi sento pop e questo singolo, come l'intero album, rispecchia perfettamente l'intenzione che cercavo da tempo.
Tra l’altro, è stato prodotto un bel video di questo pezzo… Com’è stato girare questo videoclip?
E' stato faticosissimo ma molto divertente! L'attore che recita con me, Saverio Chiappalone, era piuttosto in imbarazzo a girare le scene più violente: sono in dolce attesa e cercava di essere il più delicato possibile! Ho scelto, anche a questo proposito, di affidarmi ad una giovane regista donna, di Imperia, di nome Megan Stancanelli: mi sono innamorata subito delle sue produzioni ed è riuscita ad esprimere al meglio il significato della canzone attraverso le immagini. Sono felice che il video stia avendo riscontri positivi, vuol dire che abbiamo fatto un buon lavoro, di squadra.
Ma, ci si chiede a volte, com’è possibile che un rapporto a due che parte con il piede giusto finisca poi per deteriorarsi ed arrivare a livelli di drammaticità?
E' difficile da prevedere: spesso anche dopo 10 anni di convivenza non si conosce davvero a fondo la persona che sta al tuo fianco. Sentiamo quotidianamente, purtroppo, di situazioni molto delicate che ad un certo punto diventano ingestibili, sfociando nella violenza, anche fisica. Le persone, infine, cambiano e possono nascondere un passato tenuto soffocato per mille motivazioni che, prima o poi, emerge, sfociando, purtroppo, a volte, in epiloghi che tutti conosciamo.
C’è voluto molto tempo per mettere insieme i pezzi che entreranno nell’album, “La Differenza”?
Il lavoro fatto su questo album, fra scrittura e arrangiamenti, è durato circa tre anni: ho scritto tantissimo, arrangiato, buttato via, riarrangiato, riscritto, fino a trovare le dieci canzoni che maggiormente mi convincessero. Le considero quasi tutte dei potenziali singoli: volutamente ho tenuto stretti i pezzi più forti, più belli (per me e spero anche per chi ascolterà l'album!), frutto di ricerca e sperimentazioni. Negli ultimi anni ho continuato a studiare e ad affinare la scrittura, partecipando a molti workshop sia dedicati ad autori che alla tecnica vocale (con Saverio Grandi a Roma, con Paola Folli, fino a Genova per Voi, il talent per autori, l'anno scorso insieme a Universal Music Publishing). Mi sono rimboccata le maniche, insomma, cercando sempre nuovi stimoli per alimentare la creatività.
Da notare che questo album è stato messo in opera grazie soprattutto alla campagna di crowdfunding di Musicraiser. E’ questa oggi la via per poter produrre la propria musica?
E' sicuramente una via efficace, purchè la si affronti con immensa costanza e professionalità: la campagna è durata due mesi, da dicembre a gennaio, e sono stati due mesi davvero intensi e impegnativi ma che mi hanno permesso di realizzare in autonomia un album in cui credo molto e che sarebbe stato più difficile concretizzare totalmente da sola. Ho la fortuna di essere circondata, poi, da una squadra di professionisti, senza i quali sarebbe impossibile davvero gestire tutti gli aspetti del progetto, dalla promozione ai live. La squadra è piccola ma molto efficiente e questo, per ora, mi basta.
Chiudendo il discorso sul crowdfunding, è un'avventura che consiglio purchè si disponga già di una solida base da cui partire e si abbia dimestichezza con i mezzi che il web ci mette a disposizione: per gli studi che ho intrapreso e la passione che mi lega all'informatica, anche lavorativamente parlando, sono partita avvantaggiata da questo punto di vista e non tutti sono disposti a "sbattersi" per imparare ad usare bene gli strumenti della rete. Ho visto tante campagne andare male nell'ultimo anno e bisogna essere estremamente consapevoli che, oltre alla dimestichezza di cui accennavo poco fa, è fondamentale il rapporto che si crea con chi ci segue. Io ho sempre cercato di mantenermi coerente ed onesta verso il pubblico, cosciente di come ci si sente ad essere dall'altra parte del palco. Questo aspetto è importante, oltre che ad essere il più bello di tutti: i rapporti umani che si riescono a coltivare con la scusa della musica.
Credi che per una donna sia più difficile affermarsi nel mondo della musica?
Non più come un tempo: oggi sono tantissime le cantautrici e musiciste che si sono affermate nel panorama musicale nazionale, basti pensare a Levante, Giorgieness, Erica Mou, Sara Loreni... l'elenco è lunghissimo e spesso e volentieri la controparte femminile dà del filo da torcere ai colleghi dell'altro sesso. Girl power!
Quali sono i valori cui tieni di più?
La famiglia, l'onestà e il rispetto. Sono tre voci che per me fanno rima con amore, nelle sue mille sfaccettature.
Fare musica pensi debba essere più improvvisazione o studio?
Credo debba essere un giusto compromesso fra i due aspetti: lo studio è fondamentale e, come in tutti i mestieri e ambiti, serve ad essere sempre aggiornati e "sul pezzo", per non farsi trovare impreparati. E' il mezzo per veicolare al meglio la propria creatività. Studio, determinazione, passione ed una giusta dose di fortuna sono gli ingredienti del vero successo, secondo me.
La scuola a detta di molti dovrebbe anche insegnare il rispetto e la conoscenza verso l’arte. Potrebbe essere un’arma valida per far risollevare le sorti di chi fa musica dopo questi anni di crisi?
La tua domanda capita proprio a fagiolo: pensa che un paio di settimane fa sono stata coinvolta da un'insegnante di musica di una scuola media di Genova per tenere due ore di lezione, chiamiamola così, di fronte ad un pubblico di 60 ragazzi di terza media. Ho accettato immediatamente l'invito, è un'esperienza che non avevo mai fatto ma che rifarei subito. Ho raccontato di cosa significhi scrivere canzoni oggi, ho portato alcuni testi da analizzare insieme (scegliendo accuratamente Lucio Dalla, Fossati, Ed Sheeran fino a Fedez & J-Ax), oltre alla mia chitarra per ascoltare queste canzoni ed alcuni pezzi del mio nuovo album. Sono stata due ore in compagnia di giovanissimi ascoltatori, per scoprire una cosa meravigliosa: è meno peggio di quanto pensiamo! La maggior parte di loro ha rivelato di non ascoltare Benji&Fede ma i grandi cantautori e artisti, complici i genitori, come Battisti, Dalla, fino ad arrivare, inevitabilmente, a Ed Sheeran, appunto, Ligabue, Vasco e Jovanotti. Insomma, non siamo messi così male.
Sono stati attenti all'ascolto per due ore e a quell'età non è facile per niente.
In definitiva, iniziative come questa potrebbero davvero essere educative, a partire dalle elementari fino alle scuole superiori. Portiamo i cantautori e gli autori in classe, facciamoli interagire con i ragazzi, stimoliamo la loro curiosità verso un mondo, quello della musica, che non è solo ciò che ci viene proposto dai grandi media ma è fatto, soprattutto, delle canzoni che non moriranno mai e che rimarranno nella storia e nei cuori della gente.
Oggi si parla tanto di precariato. In un certo senso, anche chi fa musica risente di questo clima d’incertezza?
Certamente, non solo chi fa musica: la mia generazione è circondata dalla precarietà e quella percepita in ambito artistico è la stessa che si respira in molte aziende e uffici in tutta Italia. Penso sia importante, oggi, solidificare e tenersi strette le poche certezze che ci rimangono: la famiglia, gli amici, le persone. Sembra scontato, ma se il mondo intorno a noi vacilla dobbiamo provare a tenerci saldi noi, con i piedi bene per terra.
Oggi, l’artista viene spesso a contatto con la tecnologia. Come ti poni davanti ai vari strumenti tecnologici?
In maniera iperattiva: sono iperconnessa, figlia del digitale, complice anche il lavoro che svolgo nella vita di tutti i giorni (sono software engineer per un'azienda del ponente ligure). Ammetto che l'iperconnettività mi spaventa, soprattutto per le nuove generazioni: sono una di quelle persone, convivendoci quotidianamente, che non darebbe mai un tablet in mano ad un bambino di 1 anno nè uno smartphone ad un adolescente di 13 anni.
Indubbiamente gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione noi musicisti ci salvano, però, la vita: possiamo farci conoscere con un click, sfruttare tutti i mezzi possibili, da Youtube a Facebook, dalle dirette su Periscope fino a farci video semi professionali in casa. Insomma, da questo punto di vista l'artista oggi deve essere in grado di sfruttare ogni elemento che ha a disposizione, altrimenti rischia di restare tagliato fuori da un mercato estremamente saturo, dove a far la differenza può essere anche la dimestichezza acquisita verso la tecnologia e la rete.
Canzone e poesia. Pensi ci siano dei punti in comune?
Si: la canzone può essere poesia anche se la poesia difficilmente sarà canzone. L'aspetto poetico di un brano è però importantissimo, indipendentemente dal genere musicale nel quale esso si collochi: è ciò che ci fa emozionare, che alimenta le farfalle nello stomaco quando ascoltiamo una canzone che ci colpisce dritta all'anima.
C’è qualche consiglio che ti senti di dare, all’ascoltatore che si accosta alla tua musica?
Di lasciarsi andare e farsi guidare dalle sensazioni percepite attraverso queste nuove canzoni. Che siano rabbia, gioia, malinconia, rancore o serenità. Chiudete gli occhi e viaggiate insieme a me, in questa nuova avventura.
Qua è possibile vedere il videoclip di “Un colpo di pistola”:
https://www.youtube.com/watch?v=pToEEu5iDrI
Sito ufficiale dell’artista:
www.chiararagnini.it
www.creamedia.it

